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Da sostenere ad oltranza

Pubblico, sperando che chi di voi ha un blog faccia lo stesso sul suo (blog o sito)

Non è allarmismo ma teniamo gli occhi aperti. Ho aderito, ho dato il consenso a pubblicare i miei dati… che arrestassero anche me, che vi devo dire?!

“Annuncio fin d’ora che continuerò a informare i lettori senza tacere nulla di quel che so. Continuerò a pubblicare, anche testualmente, per riassunto, nel contenuto o come mi gira, atti d’indagine e intercettazioni che riuscirò a procurarmi, come ritengo giusto e doveroso al servizio dei cittadini. Farò disobbedienza civile a questa legge illiberale e liberticida. A costo di finire in galera, di pagare multe, di essere licenziato.

Al primo processo che subirò, chiederò al giudice di eccepire dinanzi alla Consulta e alla Corte europea la illegittimità della nuova legge rispetto all’articolo 21 della Costituzione e all’articolo 10 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo e le libertà fondamentali (“Ogni persona ha diritto alla libertà d’espressione. Tale diritto include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche…”, con possibili restrizioni solo in caso di notizie“riservate” o dannose per la sicurezza e la reputazione).

Mi auguro che altri colleghi si autodenuncino preventivamente insieme a me e che la Federazione della Stampa, l’Unione Cronisti, l’associazione Articolo21, oltre ai lettori, ci sostengano in questa battaglia di libertà. Disobbedienti per informare. Arrestateci tutti.

Marco Travaglio (Vignetta di theHand)

Per aderire lasciate un vostro messaggio all’interno dei commenti di questo post o inviate una mail a: arrestatecitutti@gmail.com e ricordatevi di dare il consenso a pubblicare il vostro nome nell’elenco delle adesioni.

Leggi il messaggio di Lorenzo Fazio, editore di Chiarelettere

Io sto con loro

Non comprate Fiat/Lancia

Vi racconto perché mi sento presa per i fondelli e offesa da Carla Bruni, da Richard Gere, dai suoi graziosissimi buddhistini e da tutti gli spot pubblicitari Fiat/Lancia…

La mia storia con la Ypsilon 1300, Multijet “Bianco Canova”ecc. ecc., inizia il 28 Agosto del 2006

Ho la YPSILON nuova!

MULTIJET ( Prima fregatura! A saperlo… che il gasolio sarebbe arrivato e supererà i costi della benzina!Non lo sapevo, nessuno ce l’ha detto!Il conte di Monteprezzemolo, si guarda bene dal fare proclami utili alla comunità..)
Super accessoriata, modello quasi unico, colore Bianco Canova (e non quello schifo di bianco-crema-giallino che hanno tutti gli altri!).Unica.

Bella. Me ne sono innamorata a prima vista!

Lancia/Fiat, festeggia il centenario della LANCIA,immettendo sul mercato, un migliaio( forse più? Che ne so? Così mi ha detto il rivenditore autorizzato) di macchine di questo tipo.La mia inoltre, ha qualche optional(che gli altri devono pagare per avere)di serie, inclusi nel prezzo… così mi hanno detto e così ho creduto. Mi sento fortunata! Poi, immaginate, dopo dieci anni di “gloriosa” Panda, ho creduto di avere acquistato una Mercedes, ma che dico? Una BMV? Una Ferrari ecco!

Garanzia tre anni,numero “diretto” customer care, assistenza clienti Lancia, attivo 24 ore su 24, in tutta Italia ed all’estero…per risolvere tutti i problemi tecnici e non, legati alla Lancia. Tesserino da portare sempre con sé, numerino adesivo da appiccicare in qualche posto in macchina. Non ci penso, lo attacco ma perchè dovrebbe servirmi?

Inizia l’incubo
Dopo una settimana mi rendo conto che i freni fischiano… La porto “a visita” di controllo. Il “medico”, camice pulitissimo (ma… sarà veramente un meccanico?), controlla, tutto a posto. E’ nuova, vanno usati…Mi dice… Sarà ma non mi sembra normale che sia così… Bevo la “cavolata”… Sarà!

24 Giugno 2007

Si parte! 1900 km, senza intoppi… o così mi pare.Condizionatore al MAX, asfalto bollente. Si muore.50 gradi,110km all’ora non vado di più, la macchina non va…Sarà il condizionatore a rallentarla… ma tanto siamo arrivati, sono io, molto stanca.
Non vorrò toccare la macchina almeno per un giorno!

25 Giugno 2007

Devo andare a fare la spesa… ci saranno 40 gradi all’ombra, ma tanto abbiamo il condizionatore… la macchina non va è fortemente rallentata.

26 Giugno 2007

Resto ferma in un parcheggio all’ombra per quasi mezz’ora. Accompagno mia figlia a fare spesucce, resto in macchina ad aspettare. Freno a mano tirato, sono in semi discesa. Folle e condizionatore a palla. Nessuna spia accesa se non quella scema, dell’olio. L’olio c’è, ma la “spia”, lei resta comunque, accesa per fare “colore”.Non l’ho mai capita. Ho chiesto, mi hanno risposto che è normale che si accenda e che resti accesa. Per fare cchè?Scenografia?

Riparto. Dopo pochi chilometri ed un po’ di coda prima della “duemari” (così si chiama la superstrada lì), sento puzzo di stazione ferroviaria. Di rotaie, di treno che si ferma.Ho l’impressione di camminare col freno a mano tirato. Affronto a stento la “salitina” che mi porta sotto casa. Freno per parcheggiare. La macchina resta inchiodata all’asfalto,incollata? Si spegne. Panico. Non riparte. Devo parcheggiare, non posso lasciarla lì.Provo a rimetterla in moto. Nulla. Morta. Faccio scendere mia figlia, urlo per chiedere aiuto. Scendo per accostarla a spinta (io, l’Incredibile Hulk!) al parcheggio…

ODDIO!Fumo nero, nero! Sono terrorizzata. Entro in casa, lascio tutto aperto, con la spesa…prendo un secchio d’acqua, corro alla macchina che ancora fuma come un treno a carbone!Arrivano altri soccorsi, anche una sistola…tubo di gomma provvidenziale, del vicino. Acqua, ed il fumo nero, diventa vapore bianco. La macchina è salva, nessun incendio… Io tremo ancora. Appena mi riprendo, non pranzo,chiamo il numero Lancia, “miracoloso”,soccorso in Italia ed all’estero.

Vorrei un carrattrezzi. Sono le 14,00. Alle 15,30 l’ACI si mette in contatto con me,(non l’ho chiamato io..) alle 16,00 arriva il carrattrezzi.Veloce eh?… e non siamo ancora nel pienone vacanziero!Un vicino di casa si offre gentilmente di portarmi “a seguito” dell’auto. Vorrei piangere ma non ho tempo. Non è giusto! La macchina, la mia macchinetta nuova, è morta? Danno irreparabile? Vacanze rovinate? Arriviamo a Lamezia Terme, leggo ” Lamezia motori Renault”. Renault? Dico al mio vicino: ” ma che c’entra la Renault con me? Ho una Lancia. Ho bisogno della Fiat, ti pare? Sono in garanzia!”.
Corro verso due meccanici che pulivano gli attrezzi del banco ed intanto vedo il carroattrezzista che fa il foglio di “accettazione” della mia auto allo sportello poco distante. Quasi urlo e dico: “ Scusate, scusate ma questa è un’officina Lancia?” Mi guardano come se avessi fatto la domanda più stupida di questo mondo. Come fossi una demente e rispondono:” Signò ma non l’ha letto il cartello, da mò che siamo Renò?”. Schifati, dalla mia ignoranza , continuano: “…questa è RENò. Prima, primaaaa era Fiat”. Non sono del luogo, non potevo saperlo ma il carro attrezzista sì! Allora mi rivolgo all’autista che scocciato, accaldato, bardato com’è di giubba ACI, mi dice:” l’ACI mi ha mandato qui…” Contratto, con fare suadente, sorrido, ammicco come una scema (per ottenere qualsiasi cosa, le sceme lo fanno ed ottengono sempre!),ottengo lo spostamento della macchina all’autoofficina Fiat, più vicina. “Alla Fiat Tripodi!” Mi dicono in coro. Oh, miracolo! Esiste allora, una Fiat! Pochi metri e ci siamo. Seguiamo il carro. Lo perdiamo di vista in un momento. Dove si è infilato? Il capannone Fiat è enorme. Chiedo se qualcuno l’ha visto. Nessuno ha visto. E ti pareva…Lo vedo spuntare, con la mia macchina ancora sul “groppone”, non accettata, dall’officina. Si ferma e mi dice:” Signò, venite ccù mia. Vi porto io da un altro. Qui un l’anu voluta! Anu troppe machine”. Ma come? Penso… Non hanno l’obbligo di accettare le macchinedei soci, dei clienti, comunque? Mha, siamo in “terra straniera”… chissà!Gli dico che la macchina è in garanzia e devo per forza avere l’assistenza Fiat.

Il nostro servizio di assistenza è pronto a rimediare a qualsiasi inconveniente. Tecnici esperti e tecnologie all’avanguardia sono al servizio della vostra auto con la garanzia di interventi rapidi a costi contenuti.Da Tripodi una garanzia in più: l’utilizzo esclusivo di ricambi originali Fiat.

Modulo di prenotazione intervento di assistenza

“O signò vi portu io!Viniti!”..E va bene, portami tu…

Ci avviamo in corteo… verso l’aeroporto, ci infiliamo in una stradina sterrata tra ulivi, vigneti e fichidindia. Desolato,bucolico,inquietante ma di officine Fiat, neanche l’ombra. Non ne vedo. Finalmente si intravede un capannone, nessuna insegna Fiat o Lancia, solo uno sfascio…un deposito rottami. Pile di macchine arrugginite, fuori.
Mi allarmo. Non voglio lasciare la mia macchina qui. Vedo i gesti e le facce dell’autista e dello sfasciacarrozze, parlottano amichevolmente, ridacchiano. Si conoscono, vedrai… Guardano alla mia macchina. Mi ignorano. Io sono inutile. La macchina è mia ma prendono accordi tra di loro. Inizio a non sentirmi tranquilla. Sento il posto” nemico”. Mi sento sotto osservazione e “straniera”.Chiamo il numero “magico” Lancia, spiego dove mi trovo ed in quali condizioni. La grulla, dall’altro capo,mi risponde tra il serafico e il distratto-deficiente, che prima delle 18,00 non avrò la macchina sostitutiva (come se per me fosse l’unico problema!) da ritirare in aeroporto e che comunque devo telefonare all’ACI, non a loro, per l’officina.

A questo punto, credo di essere diventata una belva. Rispondo che la macchina non l’avrei lasciata in quel posto, che doveva risolvermi il problema entro 10 minuti o avrei chiamato il 113 per mancato soccorso Lancia. Chiudo la telefonata e sento uno dei due dire:..” ti posso fare il favore di prenderla ma non so quando TE la posso fare…” E no! Questo è troppo! Scherzano?Un favore a chi? All’autista del carro attrezzi? Perché? Chi l’ha chiesto? Mi avvicino e dico con cortesia che la macchina non l’avrei lasciata lì. Non ho chiesto favori a nessuno, non ne voglio. Ringrazio. La macchina deve essere portata in una officina Lancia o Fiat,non per un favore e non lì.Non mi sembrava un’officina autorizzata!

Il proprietario mi guarda con occhi di fuoco,l’ odio si vede, quasi si tocca. Mi dice:” portativilla…un ba hazzu”. L’autista sbianca e biascica qualcosa che non capisco. Poi in italiano mi dice:” Signò,non ve la fa, la colpa è vostra, qui la macchina ero riuscito a farvela “pigliare”… ve la facevano, pure presto. Mò chissà dove ve la devo portare!” Capisco di aver fatto bene, chissà a chi e quanto avrebbero fatto pagare una macchina in garanzia, aggiustata da un’officina non autorizzata. La manovra era questa? Solo questa?
Mentre lui continua a chiacchierare e dondolare la testa come per dire “cose da pazzi , questi forestieri valli a capire!”, la cretina del call center mi richiama, con la bocca piena, sembra stia mangiando qualcosa… magari un gelato, alla faccia mia che sono in aperta campagna con sessanta gradi al sole.. e mi dice che l’auto è in aeroporto posso andare a ritirarla e che la mia povera Ypslon andrà a finire a 50 km da me, a Soveria, Bho? Dov’è? Il carrattrezzista mi informa che “ora”, il suo orario è finito, deve tornare in deposito e domani “ se ne riparla”… Forse, l’avrebbe portata a Soveria….ma non ne era sicuro, è un posto lontano, in montagna, la strada è brutta…” Non vi preoccupate melavedoio!”.Mi preoccupo.


Ci salutiamo, guardo la mia “creatura”. Chissà quando ti rivedrò… mi viene da piangere.

Col mio “Santo” vicino andiamo in aeroporto a prendere la macchina sostitutiva. Sono le 18,20. Cerco la SIXT. E’ un box. C’è un po’ di arietta condizionata ma le porte aperte… Comunque si sta già meglio che nella landa desolata, dove mi trovavo dieci minuti fa. Mi avvicino allo sportello e il “customeristacare” mi dice stupito ed imbarazzato che non hanno ricevuto nulla dalla Lancia. Di cosa parlo? Un attimo, si informa… Torna affranto, non sa, non capisce…Telefona.Allora, siccome ha una faccia simpatica, innocente e pulita gli spiego il mio dramma. Capisce. Mi sento capita e finalmente, parliamo la stessa lingua! Gli chiedo se è possibile avere la stessa macchina, non voglio una Panda… Ordina di prepararmi una Musa! Arriva finalmente il Fax Lancia. Alle 18,45 ho la macchina nuova, solo 4km… Bella. Un po’ troppo alta per me, mi ci sento persa, dentro. Sono contenta però, è una Musa, (ancora non è quella di Carla Bruni ma è comunque bella. Meglio rifinita della mia, senz’altro. Plasticaccia ovunque ma sedili in “vilpelle”) Mia figlia sarà contenta, penso…e sorrido. Domani la porterò in giro.Faremo una gita per cercare di dimenticare la disavventura. Buon segno, comincio a rilassarmi, faccio pensieri positivi. Progetto.Domani si vedrà.

Domani…

Ore 8,00. Voglio andare al mare, finalmente! Voglio vedere il mare. Andiamo a Caminia. E’ deciso. Mia figlia non ci sperava più… si prepara. Prima di partire però chiamo la Lancia “customer(un)care” per sapere, almeno, dove è finita la mia Ypsilon. Poi, ormai, se la vedranno loro!

Un’altra voce assonnata,stanca,”spallata” con accento romanesco mi chiede il numero della mia pratica (???) Non ho numeri da fornire ma “sento” che inizierò a “dare i numeri”… Con calma fornisco il numero di targa ed il mio numero di cellulare, non ho altro. Mi dice con freddezza snervante che mi richiamerà.

Partiamo, non voglio pensare.

La Musa è bella ma non la sento “stabile”, nelle curve ondeggia troppo, sarà perché è alta? Non mi sembra che regga la strada come la mia Ypsilon! “Macchè mamma!… Sei tu che non la sai guidare”. Sarà… ma non mi piace.

Mare calmo, acqua limpida, cielo azzurro, sole, venticello giusto per abbronzarsi… protezione 22. Non si sa mai. Voglio intontirmi, arrostire, anestetizzarmi…Calmarmi, drogarmi di sole!

FAVOLOSO!

Ore 12,00, sentiamo un certo languorino. Andiamo a pranzo al ristorante sulla spiaggia? Faccio l’indifferente ma intanto penso che quegli stronzi non mi fanno sapere nulla della mia macchina… Cosa è successo? Dov’è?

Mentre i ragazzi vanno a fare la doccia, chiamo l’assistenza. Una voce molto professionale, milanese, mi fornisce il mio “numero di pratica” e mi comunica che la macchina si trova a Polistena (Polistena???) in provincia di Reggio Calabria!

Faccio presente che è stata portata a più di 100 km dal posto dove mi trovo in vacanza, che non posso credere che Polistena sia il posto, o l’officina più vicina a me e che mi trovo in Italia non all’estero, mi sarei aspettata un trattamento ed una “cura” migliore da parte della Lancia. Forse avrei avuto più attenzione se mi fossi davvero recata all’estero!Si arrampica sugli specchi, mi dice che non conosce la Calabria… non sa quanti chilometri ci siano da un’officina ad un’altra! Guardare una cartina.

imageMi rovino la giornata,non mangio, sono nervosa. Cerco di non parlare per non rovinarla a chi mi sta vicino. Sono scostante, sento di subire un “imbroglio”, sento di essere stata “fregata” dalla Lancia.

Come meglio posso arrivo alla sera, torno a casa. Mi chiudo in mutismo elettivo. Non dormo. Penso a dove sarà mai Polistena!Guarderò la cartina…

L’indomani mattina scopro che le officine più vicine a me si trovano a Catanzaro, a Vibo/Pizzo, ad Amantea, a Cosenza ma anche a Soveria se pure in “montagna”! Invece NO! Polistena. Perché? Lasciamo perdere… Lo so perché, per guadagnare sulla distanza in chilometraggi e perché la “turista” stronza, cioè io,deve pagare ed avere tutti i disaggi che si merita, così impara!

Ok. Telefono alla mia concessionaria a Firenze. Li informo del trattamento Lancia in “terra straniera”. Il Direttore, come al solito gentilissimo, mi tranquillizza, si scusa a nome della Lancia/Fiat. Non è mai successo… “Ma sa, laggiù non si sa mai con chi si ha a ché fare”…Ci penserà lui, parlerà con la direzione romana e con l’officina per avere informazioni sul guasto.

Mi chiama dopo un’ora più o meno. Mi spiega “bene” (cioè ho capito bene) che si è rotto il freno, cioè un pezzo del freno! L’officina ha richiesto il pezzo di ricambio. I tempi per riavere la macchina sono quelli dovuti alla spedizione ed al montaggio. Tutto a posto…

Un cavolo, tutto a posto… Chiedo, come mai è successo? Non si sa. “Succede, sa?Magari anche lei, avrà dato una “pestatona”!…a questo punto scoppio a ridere, gli chiedo scusa e rido. Gli dico che essendo io l’incredibile Hulk, quello vero vero… tutto è possibile. Aggiungo se secondo lui piuttosto,ci sono i presupposti per avviare la pratica di sostituzione del veicolo. Come auto difettosa già dalla nascita… Lo chiedo timidamente, è ovvio che ho preso una fregatura: una macchina rotta da pagare come nuova, efficiente ed affidabile… Quando non lo è.

Mi risponde scandalizzato:” Noooooooooo, signora, la sostituzione del veicolo è ammessa solo in caso di incidente grave o per morte del conducente…” AH, bene! Sono fortunata! Stai a vedere che vuole anche farmelo credere!

Dopotutto, con una macchina nuova (5000 km) uno parte e dopo 1900 chilometri, in autostrada,pur avendo un freno difettoso…,è vivo, non può fare altro, se ha fede e crede, che ringraziare Dio. L’ho fatto. Se non crede, invece, deve ringraziare la Lancia perché: con i freni rotti e difettosi dalla nascita, con le vite,messe a repentaglio,con tutti i fastidi dovuti alla mancanza di assistenza,con una vacanza rovinata dall’inefficienza, dalla scortesia e dalla stupidità dei centralisti,comunque è VIVO. Non ti risarcisce di nulla, sostituisce il pezzo difettoso, ti fa chiamare diecimila volte dai deficienti dei vari call center sparsi in tutt’Italia per sapere quanto sei soddisfatto del servizio e della cortesia che hanno avuto con te e tanti saluti! Arrivederci e grazie!

Com’è finita? Il 5 Luglio alle 14,30 ritiro la macchina a Polistena. 115 chilometri dal posto di “vacanza” dove mi trovavo. Tutto a mie spese, il gasolio , il fastidio di chiedere al mio vicino di accompagnarmi fino a lì. La Musa a noleggio, l’ha pagata la Lancia/Fiat. Questo sì. Ringrazio i meccanici che tentano di giustificare il danno da me subito dicendo che: “ sono macchine, può succedere…” Non capiscono però, neanche loro,perché la macchina sia finita a Polistena… Misteri di “casa nostra”…

Dal call center mi hanno poi richiamato per sapere se era tutto “a posto” e se ero soddisfatta del servizio. Ho risposto garbatamente ( strano eh?) che non ero soddisfatta anzi, ritenevo di aver subito un grosso danno causato dalla ditta per la quale lavoravano, non avevo avuto l’assistenza garantita dalla pubblicità ingannevole e che mi sentivo truffata alla grande. Inoltre,non avrebbero dovuto più chiamarmi perché li avrei denunciati alla polizia postale per disturbo della mia privacy. LI ho pregati di cancellare il mio nome dalla lista “clienti Lancia”. (Lo hanno fatto, non hanno più richiamato!) “Smettetela con le buffonate”. Questa è stata la frase più scortese… Mi è scappata!

Non comprate Lancia /Fiat

Non comprate Multijet tanto il gasolio per colpa “loro” è alle stelle.



Pettegolezzo o gossip

Secondo il dizionario, sono conosciuto come ” chiacchiera

inopportuna, dannosa per la reputazione altrui .”

Quando parlo io, credimi,

la gente smette di fare qualsiasi cosa, pur di ascoltarmi.

Mi chiamo Pettegolezzo.

Non ho amici

Mutilo senza uccidere

Acquisto forza con l’età

Sono scaltro e maligno

Spezzo cuori e rovino vite

Non ho alcun rispetto per la giustizia

Faccio io i titoli principali

Faccio venire mal di testa

Faccio venire attacchi di cuore

Rovino le carriere

Metto fine ai segreti

Faccio male

Rovino matrimoni

Distruggo famiglie

Induco al sospetto

Scateno indigestione

Rovescio governi

Causo notti insonni

Faccio piangere persone innocenti

Più sono citato,più sono creduto

Fiorisco ovunque

Le mie vittime sono indifese

Non ho nome né faccia.

E’ impossibile monitorarmi

Più ci provi, più divento sfuggente

Una volta che ho macchiato una reputazione,

non sarà mai più la

stessa

Sono chiamato pettegolezzo

Pettegolezzo da negozio

Pettegolezzo da festa

Pettegolezzo da ufficio

Pettegolezzo da chiesa

Pettegolezzo on- line

Pettegolezzo a telefono

Prima di chiacchierare ” del più e del meno”, chiediti:

E’ vero?

È giusto?

È necessario?

Vorrei che si dicesse questo di me?

Per leggere la versione originale di Thom, clikka qui

Good morning

more about "Good morning", posted with vodpod

Great Spirit

Great Spirit

Great Spirit,

give us hearts to understand;
Never to take from creation’s beauty more than we give;
Never to destroy want only for the furtherance of greed;
Never to deny to give our hands for the building of earth’s beauty;
Never to take from her what we cannot use.

Give us hearts to understand
That to destroy earth’s music is to create confusion;
That to wreck her appearance is to blind us to beauty;
That to callously pollute her fragrance is to make a house of stench;
That as we care for her she will care for us.

We have forgotten who we are.
We have sought only our own security.
We have exploited simply for our own ends.
We have distorted our knowledge.
We have abused our power.

Great Spirit, whose dry lands thirst,
help us to find the way to refresh your lands.

Great Spirit, whose waters are choked with debris and pollution,
help us to find the way to cleanse your waters.

Great Spirit, whose beautiful earth grows ugly with mis-use,
help us to find the way to restore beauty to your handiwork.

Great Spirit, whose creatures are being destroyed,
help us to find a way to replenish them.

Great Spirit, whose gifts to us are being lost
in selfishness and corruption,
help us to find the way to restore our humanity.


Thanks, Jenaka


A mouse looked through the crack in the wall to see the farmer and his wife open a package.
“What food might this contain?”
The mouse wondered – – -
He was devastated to discover it was a mousetrap.
Retreating to the farmyard, the mouse proclaimed the warning :

“There is a mousetrap in the house!
There is a mousetrap in the house!”


The chicken clucked and scratched,

raised her head and said:

“Mr.Mouse, I can tell this is a grave concern to you, but it is of no consequence to me. I cannot be bothered by it.”

The mouse turned to the pig and told him:

“There is a mousetrap in the house!

There is a mousetrap in the house!”


The pig sympathized, but said:

” I am so very sorry, Mr.Mouse, but there
is nothing I can do about it .
But I will be thinking of you. ”

The mouse turned to the cow and said:

“There is a mousetrap in the house!

There is a mousetrap in the house!”
The cow said:

“Wow, Mr. Mouse. I’m sorry for you, but it’s no skin off my nose.”

So, the mouse returned to the house, head down and dejected, to face the farmer’s mousetrap . . . alone.


That very night a sound was heard throughout
the house — like the sound of a mousetrap catching its prey.
The farmer’s wife rushed to see what was caught. In the darkness,
she did not see it was a venomous snake whose tail the trap had caught.
The snake bit the farmer’s wife.

The farmer rushed her to the hospital ,

and s he returned home with a fever.

Everyone knows you treat a fever with fresh chicken soup, so the
farmer took his hatchet to the farmyard for the soup’s main ingredient.

But his wife’s sickness continued, so friends and neighbours came to
sit with her around the clock.
To feed them, the farmer butchered the pig.

The farmer’s wife did not get well; she died.

So many people came for her funeral, the farmer had the cow slaughtered to provide enough meat for all of them.

The mouse looked upon it all from his crack in the wall with great sadness.

So, the next time you hear someone is facing a problem and think it
doesn’t concern you,
remember …

when one of us is threatened,
we are all at risk.

We are all involved in this journey called life. We must keep an eye out for one another and make an extra effort to encourage one another.

SEND THIS TO EVERYONE WHO
HAS EVER HELPED YOU OUT AND
LET THEM KNOW HOW IMPORTANT THEY ARE.


REMEMBER. . . .
EACH OF US IS A VITAL THREAD

IN ANOTHER PERSON’S TAPESTRY;
OUR LIVES ARE WOVEN TOGETHER FOR A REASON.

One of the best things to hold
onto in this world is a FRIEND ! ! !

Chi ha paura muore ogni giorno

la Feltrinelli Librerie

via de’ Cerretani, 30/32r – 50123 Firenze FI

Martedì 10 Giugno 2008 dalle ore 18:00

incontriamo Giuseppe Ayala.

Giuseppe Ayala

Chi ha paura muore ogni giorno

I miei anni con Falcone e Borsellino

in libreria dal 13 maggio 2008

Sono passati quindici anni dalla terribile estate che, con i due attentati di Punta Raisi e di via d’Amelio, segnò forse il momento più drammatico della lotta contro la mafia in Sicilia. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino restano due simboli, non solo dell’antimafia, ma anche di uno Stato italiano che, grazie a loro, seppe ritrovare una serietà e un’onestà senza compromessi. Ma per Giuseppe Ayala, che di entrambi fu grande amico, oltre che collega, i due magistrati siciliani sono anche il ricordo commosso di dieci anni di vita professionale e privata, e un rabbioso e mai sopito rimpianto. Ayala rappresentò in aula la pubblica accusa nel primo maxi-processo, sostenendo le tesi di Falcone e del pool antimafia di fronte ai boss e ai loro avvocati, interrogando i primi pentiti (tra cui Tommaso Buscetta), ottenendo una strepitosa serie di condanne che faranno epoca. E fu vicino ai due magistrati in prima linea quando, dopo questi primi, grandi successi, la reazione degli ambienti politico-mediatici vicini a Cosa Nostra, la diffidenza del Csm e l’indifferenza di molti iniziarono a danneggiarli a isolarli.

Per la prima volta, Ayala racconta la sua verità, non solo su Falcone e Borsellino, che in queste pagine ci vengono restituiti alla loro appassionata e ironica umanità, ma anche su quegli anni, sulle vittorie e i fallimenti della lotta alla mafia, sui ritardi e le complicità dello Stato, sulle colpe e i silenzi di una Sicilia che, forse, non è molto cambiata da allora.

Giuseppe Ayala, magistrato, è oggi presidente della prima sezione di Corte d’appello del tribunale dell’Aquila. Ha fatto parte per tutti gli anni Ottanta del pool antimafia e ha rappresentato l’accusa nel primo maxi-processo. Entrato in politica, è stato in Parlamento per tre legislature. Ha scritto, col giornalista Felice Cavallaro, La guerra dei giusti: i giudici, la mafia e la politica (1993).

Collana Ingrandimenti

Pagine 216

Prezzo 17,00 euro

Il Giudice Giuseppe Ayala sarà ospite della Libreria Feltrinelli, Via de’ Cerretani 30r-Firenze per presentare il suo nuovo libro

CHI HA PAURA MUORE OGNI GIORNO.

Sono passati 15 anni da quella estate crudele, l’estate dei due attentati contro Falcone e Borsellino.Il libro di Ayala non è solo un commosso ricordo dei due magistrati ma è anche una ricostruzione dei fatti che ci restituisce una terra, la Sicilia,che da allora non è molto cambiata.

In questa occasione chiediamo tutto il vostro aiuto, vi chiediamo di partecipare numerosi e di aiutarci con consigli e suggerimenti per la buona riuscita dell’iniziativa.

Al di là dell’aspetto commemorativo, è importante una partecipazione massiccia all’iniziativa per,almeno, due motivi.

Spesso pensiamo che la Toscana sia un’oasi di pace e la mafia o altre forme di criminalità organizzata non siano “cosa nostra”:in realtà non è esattamente così,come venuto alla luce da inchieste giudiziarie (specie nell’ambito delle attività alberghiere) e come emerso anche nel rapporto della Fondazione Caponnetto del giugno 2007.

http://www.antoninocaponnetto.it/archivio/documenti/2007/rapporto%202007.pdf

Inoltre, la nuova svolta politica impressa al Paese, dopo le ultime elezioni ci spinge a essere più che mai attenti:a tenere gli occhi ben aperti e a sentire l’erba crescere….

Grazie e a tutti buon lavoro.

Eventi eComunicazioneLa Feltrinelli Firenze

Vale la pena comprarlo. Vale la pena, ti assicuro e non potrai fare a meno di iniziare a leggerlo e finirlo. Non riuscivo a staccarmi dalle sue pagine. A Lavoro, a casa, non vedevo l’ora di avere il tempo libero per finire di leggerlo.
Ora,dopo una settimana dalla fine, l’ho ripreso, lo sfoglio, rileggo e con infinita nostalgia , rabbia ed impotenza penso che è davvero tutto finito con loro, con il Giudice Falcone ed il Giudice Borsellino. Le loro idee, le loro lotte restano, attuali e tragicamente, immutate nel tempo. Battaglie mai veramente vinte. Ammesso che qualcuno, dopo di loro, abbia mai voluto continuare a lottare per vincere una guerra senza fine.
L’errore che come società civile abbiamo commesso è stato quello di non averli saputi proteggere adeguatamente, relegati come erano,nelle nostre piccole menti, in esclusive”questioni” siciliane.” Fatti loro”. E’ un errore che continuiamo a fare oggi, più di allora. Anche se tutti i giorni, chi ha occhi per vedere, vede che la “mentalità” mafiosa è ormai radicata dappertutto e in ogni campo della nostra vita. Non lo dico con rassegnazione, lo dico con cognizione di causa e tenendo gli occhi bene aperti sul mondo che mi circonda. Il giudice Ayala che credevo “sparito”, desaparecido, nei meandri della politica, delicatamente ma con la forza che solo le Grandi menti hanno, tocca sapientemente tutti i tasti più dolorosi della nostra recente storia contemporanea. Ci accompagna nel percorso della lettura, facendoci sapientemente riflettere sull’epilogo finale, sulle stragi e sul dramma della cancellazione di uomini e idee insostituibili. Non è una vicenda siciliana, è italiana. Italianissima, purtroppo…

N

19 LUGLIO 1992

E’ normale che esista la paura, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio.

Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti.
Paolo Borsellino
Lettere e memoriali di Vincenzo Calcara
Scritto da Salvatore Borsellino
venerdì 30 maggio 2008 17:24
Inizio con oggi, dopo averne ottenuto l’autorizzazione da parte dell’interessato, la pubblicazione di alcune lettere e di un memoriale che mi è stato consegnato da Vincenzo Calcara.
Ho conosciuto di persona Vincenzo durante la trasmissione Top Secret ma quasi mi sembrava di conoscerlo da tanto tempo. Me ne avevano parlato la moglie e i figli di Paolo che hanno continuato ad aiutarlo e stargli vicino da quando lo Stato, nella sua costante opera di scoraggiamento dei testimoni di Giustizia, dei collaboratori di Giustiza e dei (pochi) veri pentiti, lo ha abbandonato al suo destino. Me ne aveva parlato già lo stesso Paolo negli ultimi mesi della sua vita, quando stava raccogliendo le sue rivelazioni nello stesso periodo in cui ascoltava anche Gaspare Mutolo e Leonardo Messina, ma con Vincenzo aveva stabilito un rapporto particolare perchè era quello che gli aveva confessato di avere avuto, dalla famiglia di Francesco Messina Denaro, la famiglia che deteneva saldamente il controllo della zona di Castelvetrano, alla quale apparteneva come uomo d’onore “riservato”, l’incarico di ucciderlo con un fucile di precisione in un agguato sulla statale tre Palermo ed Agrigento.
Gli uomini d’onore “riservati” sono quelli che non rientrano nella normale gerarchia della “famiglia” mafiosa e la cui affiliazione viene decisa direttamente dal capo famiglia, spesso sul modello e con i riti “massonici”, informando della sua qualità soltanto i capi dell’organizzazione e restando poi segreti all’interno dell’organizzazione segreta. Come dice Antonio Ingroja “solo i capi di Cosa Nostra possono decidere, naturalmente in maniera segreta, simili affiliazioni, che rimangono assolutamente riservate rispetto agli altri aderenti alle varia famiglie mafiose sparse nel territorio. L’uomo d’onore riservato serve anche per difendersi del fenomeno dei collaboratori di giustizia…..“. Ad essi vengono affidate le operazioni più delicate, e certamente l’assassinio di Paolo Borsellino era tra questi, nel caso in cui, come spesso succede, non vengano svolte direttamente dal “capo famiglia” insieme con gli uomini più fidati ed esperti del “gruppo di fuoco” della famiglia stessa.
Come leggerete c’erano due piani alternativi per uccidere Paolo, il primo prevedeva l’uso di un fucile di precisione ed era affidato a Vincenzo Calcara, il secondo l’uso di un’autobomba ed in questto Vincenzo avrebbe svolto soltanto un lavoro di copertura. Da Palermo arrivò poi però, direttamente da Totò Riina, l’ordine che avrebbe dovuto essere ucciso prima Giovanni Falcone e così i piani furono momentaneamente accantonati.
Vincenzo Calcara è uno dei pochi collaboratori di Giustizia che possono veramente essere chiamati “pentiti”.
In lui, come leggerete dalle sue parole, l’incontro con Paolo Borsellino provocò una profonda crisi e un sovvertimento dei valori ai quali era stato indotto a credere fin da bambino. Oggi per lui la “Giustizia” e il “Bene” sono al di sopra di tutto ed è tanto più da ammirare in quanto quelle Istituzioni nelle quali oggi lui crede fermamente le vede ogni giorno infangate da chi, indegnamente, le occupa e quello Stato che per lui rappresentava il nemico da combattere o nel quale infiltrarsi capisce oggi come abbia contribuito all’assasinio del “suo” Giudice e come non voglia e non possa, perchè esso stesso responsabile, rendergli Giustizia.
Oggi Vincenzo Calcara, uscito volontariamente dal programma di protezione, vive con la nuova compagna e le quattro figlie avute insieme con lei, dopo che la famiglia precedente lo ha abbandonato a seguito della sua scelta.
Non ha una nuova identità, non ha un lavoro che gli permetta di vivere dignitosamente e di porovvedere alla sua famiglia, lo Stato e le Istituzioni nelle quali, nonostante tutto crede fermamente, lo hanno abbandonato ed rischia ogni giorno di cadere sotto la vendetta della mafia, che, diversamente dallo Stato, non dimentica mai.
Del memoriale di Vincenzo Calcara si trovano tracce nelle motivazioni delle sentenze, di diversi processi, del processo Calvi, al processo Antonov per l’attentato al Papa, al processo Aspromonte, al processo per l’omicidio Santangelo, figlioccio di Francesco Messina Denaro, ai processi Alagna+15 e Alagna+30, alla sentenza del Giudice Almerighi, nei quali tutti si è dimostrata la piena attendibilità di Calcara nononostante i numerosi tentativi di screditarlo.
Ma Calcara non è stato mai messo a confronto con altri pentiti come Leonardo Messina o Gaspare Mutolo o come Giuffrè, che, quindici anni dopo di lui, ha parlato di quelle stesse cose di cui lui aveva già parlato tanti anni prima.
Non è stato mai chiamato a deporre nel processo Andreotti anche se aveva parlato del notaio Albano quando nessuno ne conosceva neppure il nome, non è stato mai chiamato nel processo Canale, non è stato mai utilizzato nell’istruttoria sui Mandanti Occulti delle stragi del 92 o nell’istruttoria del processo, mai arrivato alla fase dibarrimentale, sulla sottrazione dell’Agenda Rossa, nonostante io stesso avessi portato al tribunale di Caltanissetta le parti del memoriale dove di quell’agenda proprio si parlava
Ho deciso allora di pubblicare su questo sito. nella loro interezza, queste lettere e questi memoriali perchè almeno arrivino ad essere conosciuti dall’opinione pubblica.
Nel trascriverli ho riportato fedelmente anche tutte quelle maiuscole che spesso Vincenzo adopera quando vuole dare più risalto a certe parole, ho evidenziato invece io in grassetto i punti che ho ritenuto essere più importanti.

Salvatore Borsellino

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22 Marzo 2008
Mio Amatissimo e Stimatissimo Salvatore, tutto ciò che doverosamente ho comunicato a tua Cognata Agnese e a tuo Nipote Manfredi ritengo giusto dirlo anche a te.
Tutto ciò che scrivo è dettato, ponderato e pensato secondo la mia coscienza alla quale non posso mai mentire!
Qualsiasi desiderio, compresa ogni mia decisione ritenuta “DOVEROSA” e giusta, non verrà mai messa in atto da me se prima non passa attraverso la mia coscienza!
Dopo di che agisco secondo la mia coscienza che è accompagnata dai miei sentimenti e da quella RAGIONE che sa far rispettare i Sentimenti.
Ma sono anche consapevole che di fronte ad una coscienza più Grande della mia coscienza ed a Sentimenti, DOVERI e DESIDERI e DECISIONI più Grandi dei miei, tutto ciò che è passato attraverso la mia coscienza si deve fermare!
Caro Salvatore, in questi lunghi anni di intensi colloqui avuti con tua Cognata Agnese, ho percepito non solo il Suo Grande Affetto verso di me ma anche il Suo desiderio di non voltarmi più al passato e di pensare ai miei figli.
Ovviamente non posso fare a meno di apprezzare le preoccupazioni di questa Grande Donna e alle LEZIONI di VITA che con Animo sincero ha saputo darmi.
Il desiderio di Donna Agnese sicuramente “significa” che lasciando il passato ci si mette in una posizione di potere afferrare e vivere meglio il PRESENTE e l’AVVENIRE.
Una cosa è certa, e cioè, tutto quello che mi ha trasmesso questa Nobile Grande Donna, compreso quell’ ONORE che solo Donne particolari sanno AVERE, MANTENERE, DIFENDERE e METTERE IN ATTO, lo trasmetterò alle mie FIGLIE.
Se tutto quello che indegnamente ho ricevuto da Tuo Fratello Paolo, da Tua Cognata, dai Tuoi Nipoti e adesso anche da te, non riuscissi a trasmetterlo alle mie quattro figlie a causa di una mia debolezza sarebbe per me una VERGOGNOSA e TERRIBILE SCONFITTA!!!
Nelle lunghe conversazioni che ho avuto con la Grande Anima di Tuo Fratello Paolo e con Tua Cognata non posso non ricordarmi due Grandi PAROLE che mi hanno detto: “VERITA’” e “UOMO LIBERO”.
Queste due meravigliose parole fanno parte e sono racchiuse in quel Grande Patrimonio di Valori che stavano dentro e dietro al Tuo Amato Fratello Paolo e che anche a Te Degamente APPARTENGONO!
La Verità rende Liberi è VERO! Ma è anche vero che un diamante sporco e impreganto di carbone non può mai riflettere la propria LUCE!
Sono fermanente convinto che un UOMO può essere definitivamente LIBERO solamente dopo aver fatto rispettare la VERITA’ e AMARE ciò che sta dentro e oltre la VERITA’!
La VERITA’ solo dopo essere stata AMATA più di ogni altra cosa, allora si che entra nell’Animo di un UOMO rendendolo LIBERO!
La figlia del RE di TROIA, CASSANDRA diceva la Verità ma non è stata creduta. Nessuno si è mosso in suo favore in quanto la Verità di Cassandra era una Verità di Previsione, di Presagio e quindi senza fondamento.
Solo quell’ UOMO “USATO” e comandato dai CAPI GRECI affinchè convincesse con inganno i Troiani a far entrare il CAVALLO dentro le MURA, sapeva la VERITA’.
Prima di pensare ai miei figli sono consapevole che prima devo Amare la Verità in quanto è stato il precursore e la Base della nascita delle mie FIGLIE.
Solo con questo Profondo Sentimento di Amore verso la Verità posso diventare un UOMO LIBERO e quindi evitare una triste sconfitta!
Cosa sarebbero le mie Figlie senza ONORE? Sarebbero come il cibo senza SALE!
Come posso trasmettere e insegnare a queste quattro Creature quel Sentimento d’ONORE che mi fa essere UOMO LIBERO quando poi questo ONORE è inquinato da paura ed egoismo?
Messina Denaro Francesco amava più della sua stessa vita, più di suo figlio Matteo e più di ogni altro affetto o cosa, quell’idea del MALE che ha partorito “COSA NOSTRA” e che ha fatto di essa una forte “ENTITA’” collegandola ad altre ENTITA’.
Messina Denaro Francesco era ben cosciente che solo mettendo in primo piano l’ENTITA’ di Cosa Nostra avrebbe potuto fare di suo figlio Matteo un genio e un grande CAPO.
Matteo Messina Denaro, testimonia suo Padre Francesco Messina Denaro che continua a vivere dentro suo figlio.
Al contrario di Messina Denaro Francesco io ho consacrato le mie quattro Figlie a quell’IDEA del BENE dove ci sono racchiuse tutto ciò che il mio AMATO Dr. Paolo BORSELLINO AMAVA, compresa la VERITA’, i VALORI e il CORAGGIO e anche il DOVERE.
E io se non farò il mio DOVERE non mi sento degno di pensare ai miei figli.
Sappi mio stimatissimo Salvatore che se io ho consacrato le mie quattro figlie e la Propria Madre e tutto me stesso a questa NOBILE IDEA del BENE piena di LUCE infinita è stato perchè gli ho CREDUTO!!!
E io vado a morire per ciò che credo!!!
E quindi queste mie figlie e la mia Donna hanno il Sacrosanto diritto di essere amate da me non con Amore egoistico, privo di coraggio, di Valori e di Verità che li renderebbe schiavi di quella IDEA del MALE portandoli alla distruzione fisica e Spirituale.
Le mie figlie hanno il diritto di attingere attraverso di me quella Verità che mi ha reso LIBERO e che io ho il Dovere di trasmettere con Amore altruistico unitamente a Sentimenti di Coraggio e di valori che daranno sicuramente alle mie figlie una solida Base affinchè Esse possano degnamente partecipare alla Gara di questa vita presente come DONNE LIBERE insieme alla LIBERA SOCIETA’ CIVILE e quindi proiettarsi sul futuro e avere come META la VITTORIA FINALE su quell’INFAME IDEA del MALE (che per cognizione diretta ho conosciuto) che tante AMARE LACRIME, SANGUE e DOLORE ha causaro ai figli della Grande e Nobile IDEA del BENE piena di LUCE e di VERITA’.
Sono consapevole che il mio presente di oggi è legato a quel presente ed a quei momenti che ho fatto la mia scelta e dall’incontro che ho avuto con tuo fratello Paolo.
Il Dr. Paolo Borsellino ha tolto delle ore preziose alle persone che Amava per dedicarle alla Verità e facendo della Verità lo scopo della Sua Vita.
Io non ho il suo Coraggio ma ho il dovere di far rispettare e difendere la Verità che mi ha reso LIBERO.
Carissimo Salvatore, ciò che continuo a comunicarti ha un solo “FINE”, il mio dovere verso il Dr. Paolo Borsellino e quindi quello di dirti ogni mio pensiero, Sentimento, IDEE e ogni cosa che realmente sono state e sono collegate a quel “Presente” che ho vissuto con tuo Fratello Paolo.
Quel Presente che è e sarà sempre il mio Presente! E non permetterò a nessuno di mettere questo “Presente” nel DIMENTICATOIO .
Al Cuore non si comanda ma ancor di più alla RAGIONE!
Ma sono consapevole che a un Cuore e a una RAGIONE più Grande della mia mi devo fermare e UBBIDIRE.
Farò sempre di tutto per dimostrare che dietro ogni mia parola ci sia un riscontro, una realtà.
Qualcuno che continua a dimostrarmi di volermi bene, con le BELLE PAROLE e in modo intelligente e credo con diabolica sottigliezza mi ha dato l’impressione che ha interesse a mettere nel dimenticatoio quel Presente che mi lega a Tuo Fratello Paolo.
Questa mia impressione è dovuta a queste parole: “Sono passati molti anni”.
Vorrei tanto far capire a qualcuno il quale con intelligenza sa mettere in atto la RAGIONE che ha insegnato MACCHIAVELLI di non mettere insieme a questa RAGIONE quella SOTTIGLIEZZA DIABOLICA che contribuisce a rafforzare l’IDEA del MALE.
Mi posso permettere di dire a qualcuno che vuole apparire come Paladino di Francia, facendo credere di essere all’altezza di saper combattere il MALE, che il frutto non nasce con le BELLE PAROLE ma nasce e si matura con una forte e DETERMINATA AZIONE.
Vogliono dimostratre chissà che cosa ma in realtà cercano il loro interesse! Tutti i frutti non sono uguali, ci sono FRUTTI che saziano solo il CORPO e ci sono frutti che saziano sia il Corpo che lo Spirito.
Le Belle Azioni di chi ha in mano i “SEMI” del Dr. Paolo Borsellino non devono essere egoistiche da saziare solo il Corpo ma devono essere ALTRUISTE e pieni di LEALTA’ e coraggio, per così SAZIARE CORPO e SPIRITO. Se c’è da andare che si vada BENE.
L’AZIONE più deplorevole e meschina è quella TIEPIDA, quella che non è nè fredda nè calda! Quella Società Civile a cui il Dr. Paolo Borsellino era DEVOTO e con Fedeltà Serviva deve ben sapere che quegli uomini dei “POTERI OCCULTI” degli anni 80-90 che facevano parte delle Istituzioni (comprese quelle Religiose) hannoi lasciato degli EREDI.
Questi EREDI comntinuano a portare avanti ciò che hanno ereditato!
Sicuramente come allora quando il carnefice andava al FUNERALE della VITTIMA anche oggi si fa la stessa cosa.
Ci sono tante Associazioni che sono schierate apertamente contro la MAFIA, e non solo Mafia, che continuano ancora tutt’oggi a ricordare, a difendere e a onorare le Vittime delle stragi, e sono anche consapevoli del rischio che corrono (come ad esempio Giorgio Bongiovanni).
Ma qualcuno non dovrebbe dimenticare che anche il carnefice sa piangere, è bravissimo a saper dimostrare un falso dolore e che gli EREDI dei CARNEFICI sanno anche schierarsi apertamente a ricordare con inganno e ipocrisia le vittime di questo MALE OSCURO!
Anzi in certi casi dimostrano di essere più bravi di chi veramente combatte con lealtà.
Chi ha erditato “forza e potere” a sua insaputa, se vuole essere veramente leale, per prima cosa non deve mai onorare e difendere quel NEGATIVO che l’ha creato e deve rendersi consapevole che la GUERRA non si fa come la faceva DON CHISCIOTTE.
Una volta l’ex Sindaco di CASTELVETRANO PUPILLO e DELFINO di Francesco Messina Denaro (Vaccarino n.d.r.) mi disse queste parole:
“La FORZA dell’ ANTICA ROMA e le conquiste dei Romani era dovuta esclusivamente all’ “IDEA” di ROMA. ROMA era un’ IDEA ! Sappi Caro ENZUCCIO che l’idea a cui noi apparteniamo è più forte dell’ IDEA di ROMA e in questa SUBLIME e POTENTE IDEA c’e’ racchiusa la nostra ENTITA’ insieme ad altre ENTITA’.”
Carissimo Salvatore, per vincere questa IDEA del Male si devono attaccare gli EREDI di questa IDEA che li fa essere forti e colpirli nel Cuore!
Mio Stimatissimo, devi anche sapere che l’Affetto particolare che il Tuo Amato Fratello nutriva per me è nato e si è rafforzato solo dopo aver toccato con le Sue Mani la mia lealtà verso di Lui e facendoci trovare prove e riscontri di certi “MISTERI” che per Lui erano più importanti di quella Sua Vita che io cercavo di salvargli.
Dopo di che ha fatto venire a S.E. L’Alto Commissario Finocchiaro mettendomi al sicuro nelle mani di questi e quindi salvandomi la VITA!!!
La Società Civile non deve sapere solo i rapporti d’affetto e gli Abbracci tra me e il Dr. Borsellino ma deve essere al corrente della SUA PROFESSIONALITA’ e di tutte le altre cose che hanno fatto paura e continuano a fare paura tenendoli chiusi negli Armadi.
Il Dr. Borsellino era in possesso di VERITA’ scomode, di Verità a cui tanti si devono vergognare per averlo lasciato solo al suo DESTINO.
Mi rivolgo soprattutto a quelle persone della Società Civile che anche se non COLLUSI con nessuna di queste ENTITA’ malefiche non hanno avuto il Coraggio di fare un passo avanti per così blindare e difendere la Vita e il Corpo Fisico del Dr. Borsellino.
I primi mesi del 1992 in Corte d’Assise d’Appello di Palermo dove si procedeva contro Nitto Santapaola e Mariano Agate per l’omicidio del Sindaco di Castelvetrano Vito Lipari dissi apertamente che il Dr. Borsellino doveva morire con un fucile di precisione o con un’auto bomba e che questo piano era stato organizzato da Messina Denaro Francesco.
Di questa morte annunciata la televisione di Stato ne ha parlato ampiamnente!
Quel PENTITO a “META’” di GIUFFRE’ ha confermato ciò che io dissi in Corte D’Assise di Palermo al Presidente BARRECA.
Ma per quanto riguarda ciò che va oltre “COSA NOSTRA” il Collaboratore di Giustizia Giuffrè ha paura di parlare!!!
Ripeto il Dr. Paolo Borsellino come Magistrato non era secondo a nessuno, la sua UMILTA’ da vero CRISTIANO lo faceva apparire SECONDO al Suo Amico Falcone ma in realtà la Sua Professionalità era tale che ha fatto si da accelerare la Sua Morte!
Nell’Autunno del 1991, quando il Dr. Borsellino era Procuratore a Marsala il mio Capo Assoluto Messina Denaro Francesco mi ha detto queste parole: “Di questo BORSALINO (così lo chiamava) non deve rimanere niente, neanche le sue IDEE, DEVE ANDARE nel DIMENTICATOIO. Lui deve morire e basta! Lui non deve morire solo per il danno che ha causato a “Cosa NOSTRA”, per questo si era deciso di aspettare il momento giusto, ma Lui deve morire subito in quanto non gli si deve dare la possibilità di causare un danno irreparabile verso il cuore di “Cosa Nostra” e verso il Cuore dei nostri fratelli alleati. Caro ENZUCCIO, da informazioni sicure si è venuto a conoscenza che questo Borsalino sta costruendo una solida BASE con appoggi personali e segreti e dopo di chè con il Suo Sostituto ‘Ingroia’ “ (Salvatore, per la sicurezza del Dr. Ingroia il Dr. Borsellino non voleva che io dicessi a verbale il nome Ingroia) “che gli sta a Cuore e che ne vuole fare il Suo braccio destro attaccherà come un PAZZO! Dobbiamo distruggerlo!”
Dopo aver ascoltato queste parole ho percepito e sono sicurissimo che chi ha ordinato a Messina Denaro Francesco di organizzare il piano per uccidere il tuo Amato Fratello gli ha anche manifestato la preoccupazione e la paura che questo piano fallisse. Tanto è vero che per mettersi al sicuro il Messina Denaro Francesco ha organizzato non uno ma due piani per ucciderlo affinchè sia nell’uno che nell’altro, non possa avere scampo! Doveva morire o col fucile di Precisione o con l’autobomba.
In quella cella d’isolamento in cui c’era in me un grande travaglio interiore e prima che io mi decidessi di chiamare il Dr. Borsellino, ho capito che questa Forza del Male che mi aveva PLASMATO fin dalla Giovinezza ha mostrato tutta la sua debolezza e Vigliaccheria davanti alla Professionalità e al coraggio del Dr. Borsellino dimostrando paura che li ha resi davanti ai miei occhi non invincibili come mi avevano fatto credere, ma VULNERABILI!!!
Ed io Vincenzo Calcara, che credevo a questa forza del Male ed ero pronto a morire per essa, non potevo non unirmi ad un UOMO coraggioso con il quale avevamo in comune una sola cosa, LA MORTE!!!
Vincenzo Calcara
P.S. Per quanto concerne le ENTITA’ collegate a Cosa Nostra, ne ho parlato ampiamente al Dr. Luca TESCAROLI presso la Procura di ROMA.
Lettere e memoriali di Vincenzo Calcara (parte 2) Stampa
Editoriali Editoriali
Scritto da Salvatore Borsellino
martedì 03 giugno 2008 21:02

Continuo a pubblicare la trascrizione del memoriale di Vincenzo Calcara. In queste pagine Vincenzo racconta della sua iniziazione alla massoneria, che era quasi un obbligo per gli uomini d’onore “riservati”, della preparazione  e dell’esecuzione dell’attentato al papa, della successiva uccisione ed occultamento del cadavere di uno dei due esecutori turchi, dell’avvelenamento di Papa Luciani e dei motivi per i quali è stato eliminato, della complicità con la criminalità mafiosa del Maresciallo dei Carabinieri di Paderno Dugnano, della cricca di cardinali che pilotava Mons. Marcinkus, del notaio Albano.
Tralascio qualsiasi tipo di commento, i fatti raccontati parlano da soli.
Mi chiedo quante persone, in Italia, siano al corrente di questi fatti, quanti organi di informazione li abbiano riportati.

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Dissi al Dr.Borsellino che Michele Lucchese era un imprenditore ed un uomo politico ed era un uomo di grande fiducia di Messina Denaro Francesco. Lucchese nutriva per me grande affetto e fiducia al punto di farmi chiamare la residenza a casa sua. Ed essendo il Lucchese appartenente ad una Loggia Massonica segreta, ha chiesto autorizzazione a Messina Denaro Francesco di potermi preparare a farmi conoscere le regole del RITO SCOZZESE affinchè anch’io entrassi a far parte insieme a lui in questa Loggia Massonica.

U zù Cicciu ha detto di si!
E il Lucchese ha subito iniziato a insegnarmi le prime regole fondamentali della Massoneria. Cito qualcosa: Gran Maestro Venerabile, Gran Segretario, la Grande LUCE, 33° GRADO, IN SONNO, come si saluta e si riconosce un Fratello Massone, ci si riunisce nel Tempio etc. etc.
Ricordo che in una occasione quando il Vaccarino è venuto a trovare a Lucchese a Milano, questi mi disse di salutarlo con il Rito Massone. Il Vaccarino si è messo a ridere ed era contento che anch’io DIVENTASSI MASSONE.
Su ordine di LUCCHESE MICHELE, il 12 Maggio 1981 da Milano prendo il treno per ROMA.
Mi si dice che debbo incontrarmi dentro la stazione Termini al binario n° 3 con il Capo Decina della Famiglia di Castelvetrano, del “gruppo di fuoco”, SAVERIO FURNARI, e con SANTANGELO VINCENZO “UOMO d’ONORE” fratello di LILLO SANTANGELO, FIGLIOCCIO del Nostro Capo Assoluto FRANCESCO MESSINA DENARO.
Insieme a loro c’è ANTONOV, un UOMO BULGARO in stretto collegamento con la MAFIA TURCA e con “COSA NOSTRA”.
Tutti insieme andiamo a far colazione e dopo di che ci si avvia nei pressi di SAN PIETRO.
Il FURNARI MI DICE: “ADESSO METTITI COMPLETAMENTE a disposizione da ANTONOV ed esegui alla perfezione tutto ciò che Lui ti dice!”
Proprio quasi all’inizio che si entra in Piazza SAN PIETRO ANTONOV sceglie un punto ben preciso dicendomi che “in questo punto noi due ci dobbiamo incontrare di pomeriggio”.
Il pomeriggio del 13 MAGGIO 1981, un’ora, un’ora e mezzo prima dell’attentato al Papa mi incontro sul posto dove Antonov aveva deciso.(Ricordo che la Piazza a quell’ora era quali piena di fedeli).
Mi dice: “In questo preciso posto ti porterò due persone di nazionalità TURCA e li porterai dove ti hanno ordinato”.
Mi dice anche: “Entriamo dentro la Piazza che mi devi accompaganre per una cinquantina di metri e dopo torni al posto stabilito, ma sappi che ancora ci vuole circa 1 ora prima che mi vedi arrivare con i turchi”.
Dopo che effettivamente lo ho accompagnato dentro la piazza per una cinquantina di metri, Antonov mi dice: “Tu i due TURCHI non li conosci, ma loro in questo momento ti hanno visto insieme a me e hanno l’ordine che solo a te devono seguire”.
Mi dice ancora: “Se succede un imprevisto che io non li posso accompagnare da te, loro verranno da te nel posto dove tu ti trovi (che anche a loro ho indicato) e ti diranno queste parole: “CIAO ANTONOV” dopo di che con questo ROSARIO che adesso ti do e che fin d’ora devi tenere sempre nella mano sinistra ‘LI SALUTI CON LA MANO SINISTRA’ ”.
Antonov mi informa che i due turchi sono ARMATI.
Dopo dieci, quindici, venti MINUTI al MASSIMO che il Papa è stato sparato (RICORDO UN CASINO ENORME) vedo arrivare ANTONOV CON UN TURCO, ANTONOV era agitatissimo, mi dice di andare VIA SUBITO con questo TURCO.
Porto il Turco insieme a me alla Stazione Termini dove al BINARIO TRE c’è ad aspettarmi (come concordato prima) il Furnari e il Santangelo.
Tutti e quattro partiamo da Roma che era già sera. (Ricordo che il treno per Milano è partito con oltre 1 ora di ritardo, chi di competenza se vuole può riscontrare questo ritardo). ARRIVIAMO a Milano la mattina del 14, Furnari e il Santangelo si prendono in custodia il turco.
La sera ho un appuntamento a casa del Lucchese a Paderno DUGNANO (TERRITORIO sicuro e controllato meticolosamente dal Nostro Amico, il Maresciallo dei Carabinieri).
Gli riferisco ogni particolare di tutto ciò che ho eseguito e visto, compreso “l’agitazione” di ANTONOV.
Ricordo che prima di partire per Roma il Lucchese mi disse: Nella CITTA’ ETERNA deve scoppiare una BOMBA che rimarrà nella STORIA!
Non mi disse che si doveva fare un attentato al PAPA! Ma mi disse chiaramente che il mio compito era di prendere in custodia i due TURCHI TERRORISTI, che il BULGARO persona fidata e importante mi avrebbe consegnato, e dopodichè portarli a Paderno Dugnano e fargli fare la fine di “LU SCECCU”, cioè la fine dell’ASINO (Un Asino si usa fino a che serve “è nato per essere usato”, dopo, quando non serve più, si uccide!
La sera del 14 Maggio, in attesa che arrivassero FURNARI e SANTANGELO che erano andati via con una macchina insieme al TURCO per ucciderlo, io rimasi con Lucchese a dialogare, ed i in quella circostanza mi disse che il Papa voleva fare la stessa cosa che voleva fare Papa Luciani, e cioè ROMPERE gli EQUILIBRI ALL’INTERNO del VATICANO.
Parlandomi di Papa Luciani mi disse: Lui voleva fare una “RIVOLUZIONE” all’interno del VATICANO! Voleva che la Chiesa fosse più povera, ridimensionando la ricchezza del vaticano, e aveva studiato un piano per aiutare le famiglie povere del mondo, innanzitutto da quelle ITALIANE ovviamente, tutto ciò si doveva fare tramite e per mezzo la Banca del Vaticano, che dopo avrebbe voluto dare in mano e farla gestire a persone LAICHE con l’insegnamento di Gesù: DARE A CESARE quel che è di CESARE.
Papa Luciani non sopportava l’idea che Cardianali e Vescovi GESTISSERO tramite lo I.O.R. queste ENORMI RICCHEZZE. La prima cosa che aveva già deciso di fare è stata quella di RIMUOVERE ALCUNI CARDINALI che GESTIVANO, USAVANO e MANIPOLAVANO il VESCOVO MARCINKUS sfruttando non solo la capacità che aveva a GESTIRE LO I.O.R., ma anche e soprattutto i contatti e le potenti AMICIZIE a livello EUROPEO ed internazionali che il VESCOVO MARCINKUS AVEVA.
Se Papa Luciani non moriva da li a pochi giorni SAREBBERO STATI RIMOSSI E SOSTIRUITI IMMEDIATAMENTE sia MARCINKUS e QUATTRO CARDINALI e FORSE anche, se non penso male il SEGRETARIO. (Mi sembra o il SEGRETARIO DI STATO o il SEGRETARIO del PAPA.
Chi sostituiva i quattro Cardinali e Marcinkus erano altrettanti Vescovi e Cardinali di massima fiducia che avevano “in segreto” preparato un piano ben determinato insiema a Papa Luciani affinchè dopo essere stati inseriti ognuno al posto giusto dovevano attivarsi per distribuiire il 90% delle ricchezze in diverse parti del mondo, costruendo case, scuole, ospedali etc. etc, dopodicè il 10% delle rimanenti ricchezze venica affidato e fatto gestire per conto e per i bisogni della Chiesa allo Stato ITALIANO.
Insomma voleva fare una vera e propria RIVOLUZIONE e cogliere tutti di sorpresa!!!
Questo piano il Povero Papa non ha potuto portarlo a termine in quanto uno dei Cardinali di fiducia lo ha tradito andando a raccontare tutto a Marcinkus e ai quattro Cardinali!!!
Questi Cardinaliche per Papa Luciani esercitavano un potere Negativo e che voleva rimuoverli, con la loro DIABOLICA INTELLIGENZA sono riusciti, e senza lasciare nessuna traccia, ad UCCIDERE CON UNA GRANDE QUANTITA’ di GOCCE di CALMANTE il loro PAPA, con l’aiuto del MEDICO PERSONALE.
Queste notizie così riservate il LUCCHESE e il Messina Denaro Francesco “questi” vero braccio destro del TRUMVIRATO della Commissione di Cosa Nostra, sono venute a saperle tramite il Notaio Albano che era di Casa nel Vaticano insieme a questi Cardinali e Marcinkus, era iscritto nell’ordine dei Cavlieri del Santo Sepolcro e quindi uomo di collegamento tra l’ENTITA’ di Cosa Nostra e l’ENTITA’ del Vaticano.
Il Nome di due Cardinali mi sono rimasti impressi nella mente! In quanto uno è uguale o quasi uguale al NOME di un mio compagno di infanzia! l’altro invece è un nome che mi sembra finisca senza la vocale! (questi nomi me li cita Lucchese) che a sua volta glieli aveva detto il notatio ALBANO.
Nella Banca del Vaticano sono transitati Migliaia e Migliaia di MILIARDI appartenenti alle CINQUE ENTITA’ OCCULTE “compresa quella di Cosa Nostra” (LEGGASI SENTENZA di ASSOLUZIONE TRASPORTO 10 MILIARDI). Questi soldi venivano riciclati, diventavano puliti e investiti.
Al Notaio Albano, in qualità di Notaio, gli venivano affidati ingenti beni immobili sia della Chiesa che da potenti uomini delle istituzioni (Se vogliono chi di competenza può riscontrare ciò che dico!). Il Dr. Borsellino l’ha saputo riscontrare! Questi riscontri li ha scritti nella sua AGENDA ROSSA!!!
Dopo il lungo dialogo durato circa due ore che ho avuto con il Lucchese, che in alcuni momenti mi chiamava (FIGGHIU MIU) MI AMAVA veramente come un figlio! Ricordo che subito dopo aver ricevuto l’incarico di uccidere il Dr. Borsellino, Messina Denaro Francesco mi disse. Vedi che lo zio MICHELE HA UN BRUTTO MALE e sta PER MORIRE. HA MANDATO A DIRE CHE PRIMA di MORIRE HA IL DESIDERIO di VEDERTI. FAI di tutto per ANDARLO ATROVARE.
Mi rendo subito conto che se a un uomo d’onore prevale il Sentimento è segno di debolezza! Mi era stato insegnato che mail il Sentimento deve prevalere sulla RAGIONE!
Dopo aver salutato Messina Denaro Francesco e il suo uomo di Grande Fiducia mentalmente mi preparo un piano per andare subito a Milano, voglio assolutamente abbracciare per l’ultima volta “u ZU MICHELE!
Per la prima volta prevale dentro di me un Grande Affetto e un AMORE verso questa persona, (mi viene subito in mente la relazione che ho avuto con sua figlia e il suo diritto di uccidermi!
Provo anche un sentimento di profonda COLPA per averlo fatto soffrire!
In quel momento me ne fotto della Ragione, della mia debolezza e delle Regole di Cosa Nostra!
Come al solito mi travesto da Monaco, mi ARMO di Crocifisso, Rosario e Bibbia compreso la pistola Automatica con due caricatori e con il treno arrivo a Milano.
Devo dire che quando viaggiavo con il treno era mia abitudine travestirmi da monaco. Essendo che avevo imparato molto bene la Bibbia, soprattutto il Vangelo di Giovanni e gli atti degli Apostoli, durante il Viaggio davo Benedizioni e dicevo il Rosario insieme alle persone che erano CONVINTI di avere davanti un vero monaco. Io dentro di me mi facevo delle grandi risate usando il Sacro per il Profano.
Questa volta però non è stato come in precedenza, non ho fatto ne rosari e ne dato Benedizioni. Ho pregato da solo per quasi tutto il viaggio. Le mie preghiere erano sincere e ho chiesto perdono a Dio in quantoi indegnamente portavo una veste SACRA che non mi apparteneva e ho fatto il VOTO che se Dio mi faceva abbracciare u zu Michele ancora in vita, e se doveva morire di farlo morire senza soffrire, non avrei mai più portato la tunica da monaco. ARRIVO A CASA di u zu Michele, la porta mi viene aperta dalla figlia (erano trasocrsi 10 anni dall’ultima volta che ci siamo visti.)
Abbiamo pianto per l’uomo che aveva il DIRITTO di ucciderci e non ci ha ucciso (trasgredendo una regola fondamentale di Cosa Nostra.
Un uomo d’onore ha il diritto, l’obbligo e il dovere di uccidere anche il proprio figlio o figlia se questi gli tocca o gli OFFENDE L’ONORE! Abbiamo pianto per l’UOMO che ci ha costretto a dividerci ma che prima di morire ci ha costretto ad abbracciarci DAVANTI A LUI dicendo queste parole: MI DISPIACE CHE IL VOSTRO AMORE E’ IMPOSSIBILE. SAPPIATE CHE VI HO perdonato!
ERA VERAMENTE UN VERO UOMO D’ONORE!
Lo ho abbraciato calorosamente e me lo sono stretto forte al petto, gli ho baciato la mano e me ne sono andato con il cuore straziato di dolore.
Me ne vado in aperta campagna e ho pianto solo per LUI! dopo pochi giorni è MORTO!

Nel frattempo FURNARI e SANTANGELO avevano ucciso il TURCO lasciandolo steso sul CIGLIO di una stradina di campagna che dista circa 1 Km dalla CASA di Lucchese (CALDERARA, FRAZIONE DI PADERNO DUGNANO) e si presentano a CASA dicendo queste parole : TUTTO A POSTO.

Dopo di chè il LUCCHESE (che non aveva voluto che io partecipassi all’omicidio, ma di restare con lui, mi ha ordinato di andare con Furnari e Santangelo a SEPPELLIRE il TURCO.

Con i badili o pale (come si chiamano) abbiamo scavato una fossa profonda circa due metri e abbiamo buttato il Cadavere dentro, cospargendolo di benzina e mi sembra anche dell’acido e lo abbiamo seppellito! A poca distanza bruciammo i vestiti e il Passaporto in quanto prima avevamo spogliato il Cadavere. Preciso che il Cadavere è stato trascinato per alcune decine di metri dal posto in cui è stato ucciso e portato in aperta campagna dove c’era un campo di Granturco.

Preciso anche che durante la giornata mi sono incontrato con Lucchese (che mi ha indicato il posto dove uccidere e seppellire il TURCO (era una zona che io conoscevo molto bene) e di indicarlo a Furnari nel frattempo che Santangelo pranzava con il Turco in un RISTORANTE (cosa che io feci!). Ricordo anche che quando il Furnari e il Santangelo si sono avviati per uccidere il Turco il Lucchese davanti a me telefona al Comandante dei Carabinieri (SI PUO’ VERIFICARE CHE IL 14 MAGGIO 81 IL COMANDANTE DEI CARABINIERI ERA IN SERVIZIO!!!) e gli dice: AZIONE AVVIATA!

Non sento cosa gli risponde il Comandante ma dopo che ha chiuso il telefono il Lucchese mi dice: la zona è sottto controllo! questo Amico è troppo in gambba!

Vengo anche a conoscenza che l’altro TURCO era ALI AGCA che insieme all’altro TURCO ucciso sono stati preparati e addestrati da UOMINI di COSA NOSTRA in SICILIA (è stato riscontratro che AGCA ha pernottato in un Albergo di Palermo).

Se ALI AGCA sarebbe riuscito a fuggire c’era il piano preparato che doveva essere ucciso!

Nel mese di Maggio 1992, dopo che il Dr. Borsellino aveva fatto arrestare una quarantina di persone (compreso il Sindaco Vaccarino), esce un ARTICOLO SUL CORRIERE della SERA (che il Dr. Borsellino mi ha fatto leggere) dove si dice CHE CALCARA POTREBBE SCOPERCHIARE IL MISTERO DELL’ATTENTATO AL PAPA (CHI DI COMPETENZA PUO’ e deve RISCONTRARE ciò che è scrittto in questo ARTICOLO).

Nella ordinanza di Custodia Cauteleare di tutti gli arrestati di tutto si parlava (dalla Associazione MAFIOSA al TRAFFICO di STUPEFACENTI) ma mai dell’ATTENTATO a PAPA nè dei 10 MILIARDI ne del TRAFFICO di ARMI con la Calabria.

Queste cose li sapeva solamente il Dr.BORSELLINO che indagava in segreto.

Addirittura li riteneva così delicati e pericolosi, al punto di ritenre di non mettere neanche a conoscenza sia il Dr. Natoli che il Dr. LO VOI per la loro incolumità.

Il Dr. Borsellino mi dice: Oltre a me a chi hai parlato del Papa?

Rispondo a NESSUNO! Come Lei sa, al Maresciallo CANALE, oltre ad avergli ACCENNATO dei 10 Miliardi gli ho anche accennato il fatto del Papa.

Il Dr. Borsellino ha fatto una SMORFIA DI RABBIA e occhi SCINTILLANTI mi dice: questo sono segnali che non mi piacciono!

Mi dice anche: SPERIAMO che non rubino il Cadavere del TURCO che hai seppellito. Adesso mi attivo affinchè tu possa essere portato sul luogo dove si trova il Cadavere.

Di li a poco il Dr. Borsellino viene ucciso!

Tutto ciò che ho detto al Dr. Borsellino e che adesso sto scrivendo l’ho anche detto al Dr. PRIORE 14 ANNI FA.
La prima cosa che ho detto al Dr. Priore e al Dr. MARINI è stata quella di portarmi a CALDERARA, una frazione di Paderno DUGNANO e gli facevo trovare il CADAVERE del Complice di ALI AGCA. Purtroppo quando arriviamo sul posto si scopre ciò che il Dr. Borsellino aveva intuito “SPERIAMO CHE NON RUBANO IL CADAVERE”.

HANNO FATTO SPARIRE UNA PROVA MICIDIALE!

Una persona del posto dice al Dr. Priore: Nel MESE di MARZO 1992 vedo alcune RUSPE che mettono sottosopra tutto il CAMPO CHE C’ERA STATO da sempre SEMINATO A GRANTURCO, perchè dovevano fare dei lavori.

Ripeto, conoscevo bene la zona ancor prima che con le mie mani ho seppellito il TURCO. ERA UN VASTO CAMPO TUTTO PIANURA! L’HO RITROVATO SCONQUASSATO CON NONTAGNE DI TERRA e profonde BUCHE.
Si badi bene, ho iniziato a collaborare nel Dicembre 1991, il cadavere è rimasto lì per 10 ANNI, dopo pochi mesi hanno fatto sparire il Cadavere!
Il Dr. PRIORE C’E’ RIMASTO MALISSIMO, mi ha sempre CREDUTO, in quanto è riuscito a trovare altri riscontri di tutto ciò che gli avevo detto. Compreso la MORTE di Papa Luciani e i MILIARDI RICICLATI dalla Banca Vaticana! (non mi ha denunciato per CALUNNIA, ANZI…)

” Se tutto resta com’è, siete perduti, il vostro amico è il cambiamento, il vostro compagno è il dissidio, dal nulla dovete fare qualcosa ma il potente deve divenire nulla. Quello che avete abbandonatelo e prendetevi quello che si rifiuta”…

Bertolt Brecht

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