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Lo so, vi “costringo” a leggere un post molto lungo di Mario Ciancarella.

Mario, non ha certo il dono della sintesi e non possiamo pretenderla, da uno come lui che ha sempre cercato la Verità e che tenta ancora,instancabilmente di spiegarcela.

Se veramente vogliamo conoscere la verità, se veramente riteniamo che le Stragi non possano cadere in prescrizione,vinciamo la pigrizia della lettura che ci attanaglia. Informiamoci, cerchiamo, scaviamo. Reclamiamo la verità. Finalmente.

Chi ha ucciso Sandro Marcucci?

Archivio Puntata di Chi l’ha visto del 1996

Strage Ustica e l’allegra brigata

Nessuno ci può impedire di leggere con attenzione e con l’obligo di approfondire ogni dettaglio, se non la nostra coscienza civile (se ancora ne abbiamo una)…

Con profondo rispetto per tutte le vittime di questra strage, per quelle riconosciute e per tutte quelle ignorate o fatte “passare” come suicidi, dal nostro Stato. Per i superstiti. Per tutti quelli che ancora soffrono, vi invito a leggere.

USTICA: L’ULTIMO DEPISTAGGIO DEL SENATORE COSSIGA

Vorrei rappresentare alcuni degli interrogativi piu’ stringenti che andrebbero sollevati dopo le generali reazioni alle ultime esternazioni del senatore Cossiga in merito alla strage di Ustica. E non me ne vogliano Daria Bonfietti ed altri se la mia posizione e convinzione e’ assolutamente lontana dalla loro fiduciosa speranza che simili esternazioni possano davvero offrire spazi e collaborazioni per riaprire gli scenari di una inconfessabile scelleratezza tutta nostrana. Vediamo assieme.

Quando il senatore Cossiga si sbracciava per confermare l’ipotesi “bomba a bordo”, per la strage di Ustica, cosa gli impediva di ricordare le confidenze che oggi afferma di aver ricevuto in tempi ancora “utili alle indagini in corso”, da uomini del SISMI oggi defunti, come il Gen. Santovito o l’Ammiraglio Martini, che non possono piu’ confermare? Nulla, se non la sua natura becera e la sua propensione a ritenersi un “esperto” di questioni militari e di ruoli dei servizi, e quindi a sentirsi autorizzato ad usare a proprio piacimento principi di “legalita’” correlati, nel suo immaginario, a criteri di opportunita’ e legittimita’ non soggetti ad altro sindacato che la propria univoca valutazione.

Quando il presidente emerito maltrattava i componenti della Commissione Parlamentare di Inchiesta, umiliandoli con l’offerta di tazze di cioccolata e aggredendoli con la cinica affermazione: “Ustica? Se ne occupino gli storici!”, cosa gli impediva di comunicare le informazioni di cui sarebbe stato in possesso da “sempre” e che rivela solo oggi? Nulla se non forse l’urgenza di voler dimostrare, prima di abbandonare anch’egli la scena per ovvi limiti naturali, di essere stato lui il vero e grande servitore – non riconosciuto, suo malgrado, con gratifiche ufficiali – di quel meccanismo di potere e dominio che e’ stata ed e’ la Alleanza Atlantica detta NATO.

Lui, vero responsabile della predisposizione del piano Ustica e della decisione operativa della sua esecuzione in funzione di interessi statunitensi inconfessabili e non realizzabili con l’impiego diretto di loro uomini e reparti, ha oggi l’evidente necessita’ di proporsi come l’ultima rocciosa barriera alla possibilita’ che qualche Giudice, piu’ curioso e piu’ coraggioso del Magistrato Priore, possa spingersi a rianimare una indagine per strage.

Una indagine per strage che, sia detto subito e con chiarezza, non “si riapre” oggi in virtu’ delle esternazioni Cossighiane, ma che era rimasta comunque pendente in un fascicolo aperto davanti alla Procura Romana. E che dunque lasciava pericolosi margini di accertamento efficace sulle reali responsabilita’ politico militari della preparazione ed esecuzione della strage, quelle cui riferiva con coraggiosa limpidezza il comunicato del Co.Ce.R Aeronautica il 17 Gennaio 1992 all’indomani della incriminazione di uomini dei vertici militari, oggi tutti assolti da imputazioni un po’ forzate e malamente costruite, e subito dopo la secca dichiarazione di solidarieta’ con gli imputati formulata irritualmente dallo Stato Maggiore Aeronautica. Ma quei rappresentanti eletti della Forza Armata non vennero mai richiesti di esplicitare il senso di quella auspicata individuazione delle “responsabilita’ politico-militari”.

Fu comunque lo stesso Ammiraglio Martini a ridimensionare la favola metropolitana “dell’esperto militare” Cossiga deponendo davanti alla cd Commissione “Stragi”, dove egli diceva “Cossiga un esperto di cose militari? Direi piuttosto un amateur”. Ricordava bene l’Ammiraglio come il senatore e presidente emerito si fosse disinvoltamente attribuito gradi crescenti della Marina durante i suoi mandati ministeriali. Conosceva bene (e nessuno di noi dovrebbe ignorarle) le sue nostalgie per non aver mai potuto indossare la divisa (per quali motivi di esenzione dovrebbe essere il senatore a spiegarlo, l’eta’ infatti non era sufficiente ad esimerlo dal servire la “Patria fascista”) e gestire armamenti. Cosa per cui avrebbe confessato egli stesso di aver avvertito un senso di invidia e gelosia per quei fascisti che in Sardegna, nel 1948, avrebbero dovuto gestire le mitragliette gentilmente concesse dai Comandi dei CC in caso di vittoria elettorale del PCI, unito al PSI nella esperienza fallimentare del Fronte Popolare. Eravamo alle prime performance e prove d’esordio della incostituzionale formazione detta “Gladio”.

Ma la sola passione, credetemi, difficilmente riesce a costruire un “vero esperto”.

Oggi piuttosto che accodarci alla lunga teoria di speranzosi poco lucidi che si augurano che dalle recenti dichiarazioni di Cossiga possa ritrovarsi il filo di una indagine, pur meritoria, svolta dal Giudice Priore (ma smorzatasi sul confine estremo della attribuzione delle responsabilita’ politiche), bisognerebbe organizzare una serie articolata di domande da porre al senatore Cossiga, in qualita’ di “persona informata sui fatti”, chiedendo al Magistrato che non si limiti all’accertamento della sola fondatezza delle sue affermazioni.

Esse infatti, essendo destituite di qualsiasi fondamento e di qualsiasi possibilita’ di avere riscontri oggettivi nei fatti, sono gia’ destinate a cadere, per realizzare l’ennesimo e definitivo depistaggio pensato dal senatore. La polpetta avvelenata ha infatti in se’ una doppia caratteristica: un po’ di carne “buona” destinata a suscitare le golosita’ di potenziali “avventori”, ed il veleno necessario ad ottenere un duplice risultato. O determinare la morte di chi abbia abboccato avidamente all’amo ed abbia inghiottito il boccone avvelenato, o il riconoscimento della adulterazione venefica con il risultato di abbandonare comunque il boccone, buttando via con la porzione venefica anche la ciccia buona che vi era stata intrisa.

Attribuire la responsabilita’ dell’abbattimento ai francesi, in queste condizioni, significa lanciare il Magistrato su piste avvelenate (descritte in modo efficacissimo dallo storico De Lutiis nella sua “Storia dei Servizi segreti in Italia”) sulle quali e’ destinata a naufragare qualsiasi indagine e dalle quali ritrarsi infine con il riconoscimento della circostanza che il “fatto non sussiste”. Il che, nella fattispecie di Ustica, realizzerebbe in pieno le intenzionalita’ del senatore Cossiga e toglierebbe una nuova speranza a tutti gli ingenui mentre umilierebbe il diritto di sempre dei familiari all’accertamento della Verita’ per la affermazione della Giustizia.

Quali domande dunque andrebbero e dovrebbero essere formulate al senatore? E’ necessario comunque che prima delle specifiche domande un qualsiasi Magistrato accerti inequivocabilmente i criteri e le previste responsabilita’ dei diversi apparati chiamati in causa dalla strage, procurandosi le normative specifiche per ogni aspetto e servizio delle strutture militari. E non cadendo nelle mistificatorie risposte ricevute dal Giudice Priore a qualsivoglia interrogativo o richiesta venissero da lui posti, risposte che egli ha trangugiato a volte con sconcertante passivita’.

Esempio dei percorsi proponibili: Il Controllo del Traffico Aereo e la garanzia di Sicurezza (per avere una esaustiva conoscenza di questo specifico aspetto basterebbe andare sul sito della Aeronautica). Le normative prevedono comunque che nulla, neppure uno spillo, possa decollare da una base italiana, entrare dall’esterno nel territorio spazio aereo italiano o atterrare sul suo suolo, compiere manovre in tale territorio spazio aereo, senza la preventiva autorizzazione del controllo radar o senza la intercettazione tempestiva ad opera di caccia italiani (5 minuti per il decollo scramble dalle basi caccia a partire dalla individuazione radar di un traffico non autorizzato o potenzialmente pericolo in quanto renitente a stabilire contatto radio con il controllo ovvero eseguirne le disposizioni, 15 minuti per l’intercettazione in qualsiasi punto del territorio spazio aereo, e conseguente costrizione del bersaglio ad assecondarne le disposizioni a rischio di abbattimento in caso di ulteriore resistenza).

Tutti ricorderanno il velivolo tedesco che riusci’ ad atterrare sulla piazza rossa e la fine che fecero i responsabili del Controllo Aereo sovietico. Destituzione dei massimi responsabili del servizio e ben piu’ gravi per quanto sconosciute conseguenze per gli operatori d’area. Da noi per Ustica, ed indipendentemente dalle responsabilita’ penali, non e’ accaduto nulla di tutto cio’.

Cio’ premesso, ed avendo a disposizione ogni documentazione necessaria per contestare le dissonanze e le incongruenze di qualsiasi teste, un Magistrato potrebbe chiedere al senatore (pretendendo risposte limpide e gravide di responsabilita’, e non accontentandosi delle note affermazioni affabulatorie come e’ nella caratteristica del Presidente emerito) come ritenga allora che sia stato possibile che velivoli francesi (decollati presumibilmente da una portaerei) abbiano potuto agire impunemente nei nostri cieli senza essere individuati dal controllo radar, e senza essere stati interdetti dal condurre la propria attivita’ non autorizzata, ben prima che essa potesse concretizzarsi nell’attacco al DC9.

Ed ancora perche’ i tracciati radar, pur ottenuti e decriptati dopo decennali richieste, non rilevino aerei in salita (intorno ai 5000 piedi, quota al di sopra della quale ogni oggetto volante viene comunque agganciato, volendo che si tratti di velivoli decollati da una portaerei in pieno mare) ma solo due velivoli gia’ stabilizzati a 27.000 piedi? Cosa potrebbe aver determinato, a giudizio “dell’esperto militare” Cossiga la assenza di qualsivoglia rilevamento radar nei minuti di salita, per quanto pochi ma pur sempre necessari anche ad un velivolo a reazione, per giungere fino ai 27.000 piedi dove si disposero ad assumere una posizione di attacco?

Ma soprattutto perche’, messo a parte di simili circostanze egli, nelle e per le funzioni istituzionali che rivestiva, ancor prima che accusare i francesi della eventuale responsabilita’ di strage (ancora da accertare nelle sedi competenti che andavano comunque tempestivamente coinvolte nella conoscenza di tali rivelazioni), non avesse chiesto conto ai responsabili militari e politici del tempo dell’incredibile ed inaccettabile “buco” nelle responsabilita’ vincolanti del Controllo del Traffico Aereo e ritenuto doveroso segnalare tali responsabilita’ agli organismi giudiziari ed amministrativi competenti. I controllori infatti non sono o non dovrebbero essere degli “usceri” compiacenti del nostro “condominio-Paese”, liberi di poter fare entrare – pur dietro lauta mancia – chiunque lo chieda o chiunque lo pretenda senza averne titolo e autorizzazione.

E perche’ al tempo stesso egli non avesse presentato il conto “istituzionale e giudiziario” a chi lo avvertiva solo troppi anni dopo la strage, quando rivestiva le funzioni di Presidente della Repubblica, dopo aver omesso di farlo quando era Presidente del Consiglio, nella immediatezza degli avvenimenti cioe’ e quando egli era dunque direttamente responsabile sul piano politico dell’accertamento di responsabilita’ per la strage.

Poi il Magistrato, preso atto delle normative e disposizioni che regolano la concessione delle autorizzazioni (clearence), nazionali ed internazionali - al decollo, al volo ed al sorvolo del territorio spazio aereo e delle specifiche figure funzionali responsabili di tali rilasci (SIOS in raccordo con Ministero degli Esteri e Ministero per la Difesa) - potrebbe porre “all’esperto militare” senatore Cossiga interrogativi piu’ stuzzicanti e stimolanti.

Egli infatti afferma che i francesi sarebbero stati intenzionati ad abbattere non il DC9 (altra forma raffinata di depistaggio per la strage) ma il velivolo di Gheddafi (che avrebbe dovuto transitare in quello stesso tratto di cielo italiano; ma in senso opposto alla direzione di marcia del DC9!), per ragioni legate alla tensione che si era determinata tra Francia e Libia a causa del recente conflitto nella repubblica del Ciad.

Potrebbe essere dunque inizialmente richiesto di spiegare, il senatore Cossiga, come fosse possibile che i Francesi fossero a conoscenza di quel volo di Gheddafi, il quale aveva richiesto una autorizzazione al sorvolo del nostro territorio spazio aereo con destinazione Varsavia. E dunque una simile informazione, non interessando minimamente il territorio spazio aereo francese ed essendo la Francia estranea al sistema combinato di controllo dei Paesi della Nato, non avrebbe dovuto essere nella disponibilita’ dei Francesi se non per delazione di Paesi terzi, e segnatamente dunque dell’Italia stessa.

E poi ancora: come ritenga possibile il senatore Cossiga, esperto (questa volta si’) di cose militari e dinamiche diplomatiche, che proprio in quel giorno potesse venire autorizzato un sorvolo dell’Italia del leader libico con destinazione Varsavia, quando proprio in quei giorni (riallacciandosi al conflitto perduto in Ciad dalle Forze Francesi contrapposte alle Forze libiche, ed alle minacce reciproche che le diplomazie dei due Paesi si erano scambiate, dopo la chiusura della Ambasciata Francese di ‘Ndjamena, nella conferenza stampa internazionale tenutasi al Cairo appena pochi giorni prima) il Ministro della Difesa Francese era ospite ufficiale del Ministro per la Difesa Polacco, il Gen Jaruzelski.

Le autorizzazioni internazionali di sorvolo non sono infatti rilasciate autonomamente dai singoli Paesi interessati da una rotta di volo, ma solo in accordo con il placet finale del Paese di destinazione di un qualsiasi volo.

Era improbabile dunque, se non impossibile, che la Polonia autorizzasse il leader libico a volare a Varsavia proprio in concomitanza con la presenza ufficiale del suo avversario politico piu’ ostile del momento: il Ministro della Difesa Francese. A meno di non aver costruito, proprio in accordo con l’ospite francese, una astuta trappola diplomatica nella quale attrarre Gheddafi; ma questo dovrebbe essere Cossiga a spiegarlo, ovvero i responsabili militari e politici del rilascio di quella clearence.

Per quanto mi riguarda questo aspetto e’ stato ampiamente e argomentatamente trattato nello specifico testo su Ustica che ho curato e reso di pubblica conoscenza, ma il Magistrato ha comunque il pieno diritto di non acquisire conoscenza di un testo redatto da chi e’ stato “astutamente” definito dal Giudice Priore come un “tramite inconsapevole di elementi inquinanti”. Mentre il Magistrato ha forse un dovere assoluto di porre stringenti interrogativi, senza nessuna soggezione di casta o di ruolo, ad un uomo che ha rivestito funzioni altissime dello Stato ed oggi sembra volersi permettere di tornare a dileggiare impunemente la natura Democratica dello Stato, la sua Giustizia, ed il diritto dei Familiari delle vittime alla piena Verita’ e non all’ennesimo depistaggio.

Ma almeno altre due domande potrebbero essere poste al senatore Cossiga. La prima potra’ apparire banale, ma servirebbe a capire fin dove la intenzionalita’ degli attaccanti fosse realmente quella di abbattere il velivolo di Gheddafi, nel frattempo sparito dai cieli italici con deviazione su Malta (grazie alla tempestiva confidenza di “amici dei servizi italiani” del leader libico di uscire dai cieli italiani immediatamente), ovvero se tale intenzionalita’ non fosse piuttosto il preordinato abbattimento di un velivolo di civili in concomitanza con il passaggio del Tupolev libico.

Infatti se davvero, come e’ stato detto dal senatore - riferendo quanto gli venne “rivelato”, a suo dire -, l’obiettivo dei francesi fosse stato il velivolo di Gheddafi e non il DC9 come sarebbe stato possibile (o come lo spiega il senatore) che sia stato confuso da piloti militari di altissima professionalita’ (quali debbono necessariamente essere quelli cui puo’, in ipotesi, essere affidata una simile missione) un velivolo che procedeva su una rotta Nord-Sud (il DC9) con uno (quello di Gheddafi e dunque il vero bersaglio) che, se non si fosse sottratto alla “aggressione”, avrebbe dovuto volare su una rotta Sud-Nord?

Risulta forse al senatore che durante una missione di intercettazione ed abbattimento sia previsto di sparare comunque contro un qualsiasi bersaglio (quasi per rabbioso scarico di tensione) e non sul solo bersaglio predestinato come obiettivo della missione?

E non sarebbe male, e forse neppure indelicato, chiedere allora se il tutto non corrispondesse al piu’ scellerato e vasto complotto organizzato nel secondo dopoguerra, coinvolgendo, in vari stadi e modi, le responsabilita’ di Paesi terzi quali la stessa Francia e la stessa Polonia, al solo scopo di rovesciare “con una apparenza di legittimazione” il regime libico di Gheddafi. Forse si potrebbero meglio comprendere, chiedendone conto al senatore, anche particolari sfumature, come la vicenda Sigonella o la consegna di non intervento occidentale nella presa di potere in Polonia del Generale Jaruzelski con un golpe militare nell’immeditamente successivo 1981. Cosi’ sembra di poter leggere infatti la dichiarazione in Parlamento rilasciata dal senatore Spadolini il 14 Ottobre 1981 dove egli, parlando di quel colpo di Stato e richiamandosi ad un suo pubblico intervento a Milano, affermava: “In questo grave momento – dicevo - il Governo italiano riafferma la propria solidarietà alla nazione polacca e richiama l’impegno di tutti i paesi firmatari dell’atto finale di Helsinki a non interferire negli affari interni della Polonia

Ed ancora potrebbe venire chiesto come mai, pur essendo stato informato di questo scenario “francese”, egli non abbia esitato a continuare negli anni a farsi sostenitore della tesi “bomba a bordo”.

Infine, detto della sua naturale posizione atlantista e dunque “antilibica” (seppur a comando di terze volonta’ eterodirette), si potrebbe chiedere al senatore Cossiga come mai non ritenne di intervenire (quantomeno sui servizi italiani o sugli apparati e rappresentanti politici interessati) quando Gheddafi rivelo’ in una intervista a Rete4 di essere stato “avvisato” ed invitato a deviare su Malta da “amici dei servizi italiani” (dunque certamente dell’anima andreottiana e filoaraba di quei servizi) e perche’ non ritenne di esternare in accordo con il suo sentire e le sue conoscenze quando avvennero i fatti di Sigonella ed il rifiuto di basi italiane ai velivoli statunitensi in funzione di un successivo attacco aereo a Tripoli.

Perche’ o Ustica la si legge nella completezza del quadro interno ed internazionale del momento storico in cui la strage si consumo’ (anche a costo di volerla giustificare se qualcuno avesse suffiente cuore e spudoratezza per farlo) o non si riuscira’ certamente a renderla intelligibile seguendo le “rivelazioni” progressive e le “mezze verita’” di personaggi come il senatore Cossiga.

Come ben si vede infatti sarebbe sciocco ed illusorio pensare che il senatore Cossiga abbia voluto davvero favorire la riapertura dell’indagine su Ustica. Si puo’ contrastare il suo progetto destabilizzante ed eversivo, come lo e’ sempre una qualsiasi forma di depistaggio, per quanto raffinato esso possa essere, solo riuscendo ad aggregare consapevolezza sociale e fare pressione presso l’Ufficio del Magistrato, perche’ non torni a cadere nelle astute trappole avvelenate pensate dal Presidente emerito e perche’ qualsiasi Magistrato sappia esigere che la piena Verita’ sia ancora un aspetto inerente e qualificante della Giustizia Italiana, per qualsiasi crimine venga consumato e da chiunque esso sia compiuto, e non la sola storia, come piacerebbe invece al senatore.

Perche’ insomma il Magistrato, consapevole della storia delle vittime e dei loro familiari, avendo tutti gli strumenti per accertare e contestare responsabilita’ non torni a rifugiarsi, pur con le lacrime agli occhi, nella affermazione sconcertante riservata dal giudice scimmione di collodiana memoria al Pinocchio depredato dal Gatto e dalla Volpe: “Guardia, questo povero burattino e’ stato truffato. Sia messo in galera!”. Al punto che, per uscire da quella galera, usufruendo della amnistia per i veri farabutti, il povero burattino dovette convincere la guardia di essere davvero un manigoldo anch’egli e non solo un povero truffato.

Staremo a vedere. Vigileremo ancora con la solita consapevole responsabilita’ e con la piena ed amara coscienza che i tempi politici sempre piu’ imbarbariti rispetto alla originaria vocazione di Civilta’ pensata dalla nostra Costituzione potrebbero invece coadiuvare il disegno depistante “dell’esperto militare” Cossiga, piuttosto che mettere in moto ed agevolare la ricerca dell’unica Verita’, come e’ caratteristica di ogni Verita’, a fini di piena e sostanziale Giustizia.

Mario Ciancarella.

Sandro Marcucci

Pubblico il commento di Laura:

Vi invito a vedere se volete

http://www.strageustica.altervista.org/pagina47.html

i video su you tube di una puntata di

“Chi l’Ha visto del 1996″

che ricostruisce quello strano “incidente” dove per noi fu

ucciso Sandro Marcucci.Laura


Per AIUTARLI CONCRETAMENTE cliccate sopra la foto

P.S.: Per favore copiatelo e mettetelo in un vostro Box Personale “Permanente”

QUANDO ANDATE PRESSO UNO SPORTELLO POSTALE O BANCARIO COMPILATE UN MODULO IN PIU’ ANCHE DI POCHI EURO E AIUTATE QUALCUNO A VIVERE…bastano pochi minuti…GRAZIE.

Mistyc61

Il VIAGGIO DELLA SPERANZA

Firmiamo in massa!

Sì alle intercettazioni, difendiamo l’efficacia

dell’azione della magistratura.

“Le intercettazioni di comunicazioni sono uno strumento investigativo indispensabile e irrinunciabile per il contrasto delle forme più insidiose di criminalità.

La criminalità organizzata e il terrorismo certamente. Ma anche gli omicidi, i sequestri di persona, il riciclaggio, la corruzione dei pubblici ufficiali, la criminalità economica, l’usura, l’estorsione.

Rinunciare per questi reati ad uno strumento di indagine che spesso è l’unico praticabile significherebbe ridurre fortemente l’azione di contrasto del crimine da parte delle forze dell’ordine e della magistratura.”….( continua)

Vi consiglio caldamente la lettura attenta di :

UGUALE PER TUTTI

La grande impostura dell’emergenza intercettazioni

Le menzogne di Stato

La conversione impossibile

Il Procuratore della Repubblica di Milano sulla lettera di Berlusconi a Schifani

Il vero volto del Cavaliere

google04b881ebd23482bf.html

Uguale per tutti

Ho ricevuto una e-mail con questo contenuto, mi dispiace vivamente di non poter ringraziare l’autore (sconosciuto) per le spettacolari immagini con qualche imprecisione ma cosa importa? L’importante è il messaggio che tutti conosciamo…

1.Kimberley Big Hole - South Africa


Apparentemente il più grande buco mai scavato sulla terra. Profondo 1.097 metri. Era una miniera che ha dato alla luce più di 3 tonnellate di diamanti prima della sua chiusura avvenuta nel 1914.

Furono rimosse più di 22.500.000 di tonnellate di terra.

2. Glory Hole - Diga di Monticello, California


Il Glory Hole viene usato quando il livello della diga raggiunge il punto critico e bisogna far scorrere l’acqua fuori dall’invaso.

La sua grandezza gli consente di drenare 14.400 metri cubi di acqua al secondo.

Nella foto sopra, si può ammirare il buco, a sinistra, visto dall’alto. Se vi venisse in mente di saltarci dentro,il vostro corpo verrebbe letteralmente sputato fuori come si può vedere nella foto sotto.

3. Bingham Canyon Mine, Utah


Un altro dei più grandi buchi scavato nella terra. L’estrazione mineraria iniziò nel 1863 e continua ancora oggi. Il buco aumenta costantemente la sua larghezza e profondità. Allo stato attuale, misura quasi due chilometri ed è profondo quasi cinque.

4. Great Blue Hole , Belize

Questo incredibile fenomeno geografico, conosciuto come Buco Blu è situato a 60 miglia da Belize, in America Centrale.La misura alla superficie, perfettamente circolare, è di 1/4 di miglio, mentre la sua profondità è di 145 metri. Il buco, è il paradiso dei sub.

5. Mirny Diamond Mine , Serbia

Sicuramente la miniera di diamanti numero uno per larghezza. Profonda 525 metri, con un diametro alla superficie di 1.200 metri, è fatto espressamente divieto di volo sopra di esso per il pericolo, per gli elicotteri, di rimanevi letteralmente succhiati dentro.

La freccia rossa a destra, punta un grosso camion per il trasporto terra.

6. Sinkhole in Guatemala

Creato semplicemente dal risucchio dell’acqua piovana causato dal collasso della superficie terrestre.

Questo buco, creatosi in Guatemala ha letteralmente inghiottito almeno un dozzina di case, abitanti inclusi.

7. Diavik Mine , Canada

Questa incredibile miniera si trova a 300km a nord-est di Yellowknife in Canada.

Spettacolo magnifico anche con il ghiaccio che circonda questa miniera di diamanti.

8.Il buco più terrificante di tutti?

Si trova in Italia.

Eccolo:

Fischia il vento

31.692

Questo è il video fatto da me, in un mese di vita

ha raggiunto le 31.692 visite.

Da sostenere ad oltranza

Pubblico, sperando che chi di voi ha un blog faccia lo stesso sul suo (blog o sito)

Non è allarmismo ma teniamo gli occhi aperti. Ho aderito, ho dato il consenso a pubblicare i miei dati… che arrestassero anche me, che vi devo dire?!

“Annuncio fin d’ora che continuerò a informare i lettori senza tacere nulla di quel che so. Continuerò a pubblicare, anche testualmente, per riassunto, nel contenuto o come mi gira, atti d’indagine e intercettazioni che riuscirò a procurarmi, come ritengo giusto e doveroso al servizio dei cittadini. Farò disobbedienza civile a questa legge illiberale e liberticida. A costo di finire in galera, di pagare multe, di essere licenziato.

Al primo processo che subirò, chiederò al giudice di eccepire dinanzi alla Consulta e alla Corte europea la illegittimità della nuova legge rispetto all’articolo 21 della Costituzione e all’articolo 10 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo e le libertà fondamentali (“Ogni persona ha diritto alla libertà d’espressione. Tale diritto include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche…”, con possibili restrizioni solo in caso di notizie“riservate” o dannose per la sicurezza e la reputazione).

Mi auguro che altri colleghi si autodenuncino preventivamente insieme a me e che la Federazione della Stampa, l’Unione Cronisti, l’associazione Articolo21, oltre ai lettori, ci sostengano in questa battaglia di libertà. Disobbedienti per informare. Arrestateci tutti.

Marco Travaglio (Vignetta di theHand)

Per aderire lasciate un vostro messaggio all’interno dei commenti di questo post o inviate una mail a: arrestatecitutti@gmail.com e ricordatevi di dare il consenso a pubblicare il vostro nome nell’elenco delle adesioni.

Leggi il messaggio di Lorenzo Fazio, editore di Chiarelettere

Io sto con loro

Non comprate Fiat/Lancia

Vi racconto perché mi sento presa per i fondelli e offesa da Carla Bruni, da Richard Gere, dai suoi graziosissimi buddhistini e da tutti gli spot pubblicitari Fiat/Lancia…

La mia storia con la Ypsilon 1300, Multijet “Bianco Canova”ecc. ecc., inizia il 28 Agosto del 2006

Ho la YPSILON nuova!

MULTIJET ( Prima fregatura! A saperlo… che il gasolio sarebbe arrivato e supererà i costi della benzina!Non lo sapevo, nessuno ce l’ha detto!Il conte di Monteprezzemolo, si guarda bene dal fare proclami utili alla comunità..)
Super accessoriata, modello quasi unico, colore Bianco Canova (e non quello schifo di bianco-crema-giallino che hanno tutti gli altri!).Unica.

Bella. Me ne sono innamorata a prima vista!

Lancia/Fiat, festeggia il centenario della LANCIA,immettendo sul mercato, un migliaio( forse più? Che ne so? Così mi ha detto il rivenditore autorizzato) di macchine di questo tipo.La mia inoltre, ha qualche optional(che gli altri devono pagare per avere)di serie, inclusi nel prezzo… così mi hanno detto e così ho creduto. Mi sento fortunata! Poi, immaginate, dopo dieci anni di “gloriosa” Panda, ho creduto di avere acquistato una Mercedes, ma che dico? Una BMV? Una Ferrari ecco!

Garanzia tre anni,numero “diretto” customer care, assistenza clienti Lancia, attivo 24 ore su 24, in tutta Italia ed all’estero…per risolvere tutti i problemi tecnici e non, legati alla Lancia. Tesserino da portare sempre con sé, numerino adesivo da appiccicare in qualche posto in macchina. Non ci penso, lo attacco ma perchè dovrebbe servirmi?

Inizia l’incubo
Dopo una settimana mi rendo conto che i freni fischiano… La porto “a visita” di controllo. Il “medico”, camice pulitissimo (ma… sarà veramente un meccanico?), controlla, tutto a posto. E’ nuova, vanno usati…Mi dice… Sarà ma non mi sembra normale che sia così… Bevo la “cavolata”… Sarà!

24 Giugno 2007

Si parte! 1900 km, senza intoppi… o così mi pare.Condizionatore al MAX, asfalto bollente. Si muore.50 gradi,110km all’ora non vado di più, la macchina non va…Sarà il condizionatore a rallentarla… ma tanto siamo arrivati, sono io, molto stanca.
Non vorrò toccare la macchina almeno per un giorno!

25 Giugno 2007

Devo andare a fare la spesa… ci saranno 40 gradi all’ombra, ma tanto abbiamo il condizionatore… la macchina non va è fortemente rallentata.

26 Giugno 2007

Resto ferma in un parcheggio all’ombra per quasi mezz’ora. Accompagno mia figlia a fare spesucce, resto in macchina ad aspettare. Freno a mano tirato, sono in semi discesa. Folle e condizionatore a palla. Nessuna spia accesa se non quella scema, dell’olio. L’olio c’è, ma la “spia”, lei resta comunque, accesa per fare “colore”.Non l’ho mai capita. Ho chiesto, mi hanno risposto che è normale che si accenda e che resti accesa. Per fare cchè?Scenografia?

Riparto. Dopo pochi chilometri ed un po’ di coda prima della “duemari” (così si chiama la superstrada lì), sento puzzo di stazione ferroviaria. Di rotaie, di treno che si ferma.Ho l’impressione di camminare col freno a mano tirato. Affronto a stento la “salitina” che mi porta sotto casa. Freno per parcheggiare. La macchina resta inchiodata all’asfalto,incollata? Si spegne. Panico. Non riparte. Devo parcheggiare, non posso lasciarla lì.Provo a rimetterla in moto. Nulla. Morta. Faccio scendere mia figlia, urlo per chiedere aiuto. Scendo per accostarla a spinta (io, l’Incredibile Hulk!) al parcheggio…

ODDIO!Fumo nero, nero! Sono terrorizzata. Entro in casa, lascio tutto aperto, con la spesa…prendo un secchio d’acqua, corro alla macchina che ancora fuma come un treno a carbone!Arrivano altri soccorsi, anche una sistola…tubo di gomma provvidenziale, del vicino. Acqua, ed il fumo nero, diventa vapore bianco. La macchina è salva, nessun incendio… Io tremo ancora. Appena mi riprendo, non pranzo,chiamo il numero Lancia, “miracoloso”,soccorso in Italia ed all’estero.

Vorrei un carrattrezzi. Sono le 14,00. Alle 15,30 l’ACI si mette in contatto con me,(non l’ho chiamato io..) alle 16,00 arriva il carrattrezzi.Veloce eh?… e non siamo ancora nel pienone vacanziero!Un vicino di casa si offre gentilmente di portarmi “a seguito” dell’auto. Vorrei piangere ma non ho tempo. Non è giusto! La macchina, la mia macchinetta nuova, è morta? Danno irreparabile? Vacanze rovinate? Arriviamo a Lamezia Terme, leggo ” Lamezia motori Renault”. Renault? Dico al mio vicino: ” ma che c’entra la Renault con me? Ho una Lancia. Ho bisogno della Fiat, ti pare? Sono in garanzia!”.
Corro verso due meccanici che pulivano gli attrezzi del banco ed intanto vedo il carroattrezzista che fa il foglio di “accettazione” della mia auto allo sportello poco distante. Quasi urlo e dico: “ Scusate, scusate ma questa è un’officina Lancia?” Mi guardano come se avessi fatto la domanda più stupida di questo mondo. Come fossi una demente e rispondono:” Signò ma non l’ha letto il cartello, da mò che siamo Renò?”. Schifati, dalla mia ignoranza , continuano: “…questa è RENò. Prima, primaaaa era Fiat”. Non sono del luogo, non potevo saperlo ma il carro attrezzista sì! Allora mi rivolgo all’autista che scocciato, accaldato, bardato com’è di giubba ACI, mi dice:” l’ACI mi ha mandato qui…” Contratto, con fare suadente, sorrido, ammicco come una scema (per ottenere qualsiasi cosa, le sceme lo fanno ed ottengono sempre!),ottengo lo spostamento della macchina all’autoofficina Fiat, più vicina. “Alla Fiat Tripodi!” Mi dicono in coro. Oh, miracolo! Esiste allora, una Fiat! Pochi metri e ci siamo. Seguiamo il carro. Lo perdiamo di vista in un momento. Dove si è infilato? Il capannone Fiat è enorme. Chiedo se qualcuno l’ha visto. Nessuno ha visto. E ti pareva…Lo vedo spuntare, con la mia macchina ancora sul “groppone”, non accettata, dall’officina. Si ferma e mi dice:” Signò, venite ccù mia. Vi porto io da un altro. Qui un l’anu voluta! Anu troppe machine”. Ma come? Penso… Non hanno l’obbligo di accettare le macchinedei soci, dei clienti, comunque? Mha, siamo in “terra straniera”… chissà!Gli dico che la macchina è in garanzia e devo per forza avere l’assistenza Fiat.

Il nostro servizio di assistenza è pronto a rimediare a qualsiasi inconveniente. Tecnici esperti e tecnologie all’avanguardia sono al servizio della vostra auto con la garanzia di interventi rapidi a costi contenuti.Da Tripodi una garanzia in più: l’utilizzo esclusivo di ricambi originali Fiat.

Modulo di prenotazione intervento di assistenza

“O signò vi portu io!Viniti!”..E va bene, portami tu…

Ci avviamo in corteo… verso l’aeroporto, ci infiliamo in una stradina sterrata tra ulivi, vigneti e fichidindia. Desolato,bucolico,inquietante ma di officine Fiat, neanche l’ombra. Non ne vedo. Finalmente si intravede un capannone, nessuna insegna Fiat o Lancia, solo uno sfascio…un deposito rottami. Pile di macchine arrugginite, fuori.
Mi allarmo. Non voglio lasciare la mia macchina qui. Vedo i gesti e le facce dell’autista e dello sfasciacarrozze, parlottano amichevolmente, ridacchiano. Si conoscono, vedrai… Guardano alla mia macchina. Mi ignorano. Io sono inutile. La macchina è mia ma prendono accordi tra di loro. Inizio a non sentirmi tranquilla. Sento il posto” nemico”. Mi sento sotto osservazione e “straniera”.Chiamo il numero “magico” Lancia, spiego dove mi trovo ed in quali condizioni. La grulla, dall’altro capo,mi risponde tra il serafico e il distratto-deficiente, che prima delle 18,00 non avrò la macchina sostitutiva (come se per me fosse l’unico problema!) da ritirare in aeroporto e che comunque devo telefonare all’ACI, non a loro, per l’officina.

A questo punto, credo di essere diventata una belva. Rispondo che la macchina non l’avrei lasciata in quel posto, che doveva risolvermi il problema entro 10 minuti o avrei chiamato il 113 per mancato soccorso Lancia. Chiudo la telefonata e sento uno dei due dire:..” ti posso fare il favore di prenderla ma non so quando TE la posso fare…” E no! Questo è troppo! Scherzano?Un favore a chi? All’autista del carro attrezzi? Perché? Chi l’ha chiesto? Mi avvicino e dico con cortesia che la macchina non l’avrei lasciata lì. Non ho chiesto favori a nessuno, non ne voglio. Ringrazio. La macchina deve essere portata in una officina Lancia o Fiat,non per un favore e non lì.Non mi sembrava un’officina autorizzata!

Il proprietario mi guarda con occhi di fuoco,l’ odio si vede, quasi si tocca. Mi dice:” portativilla…un ba hazzu”. L’autista sbianca e biascica qualcosa che non capisco. Poi in italiano mi dice:” Signò,non ve la fa, la colpa è vostra, qui la macchina ero riuscito a farvela “pigliare”… ve la facevano, pure presto. Mò chissà dove ve la devo portare!” Capisco di aver fatto bene, chissà a chi e quanto avrebbero fatto pagare una macchina in garanzia, aggiustata da un’officina non autorizzata. La manovra era questa? Solo questa?
Mentre lui continua a chiacchierare e dondolare la testa come per dire “cose da pazzi , questi forestieri valli a capire!”, la cretina del call center mi richiama, con la bocca piena, sembra stia mangiando qualcosa… magari un gelato, alla faccia mia che sono in aperta campagna con sessanta gradi al sole.. e mi dice che l’auto è in aeroporto posso andare a ritirarla e che la mia povera Ypslon andrà a finire a 50 km da me, a Soveria, Bho? Dov’è? Il carrattrezzista mi informa che “ora”, il suo orario è finito, deve tornare in deposito e domani “ se ne riparla”… Forse, l’avrebbe portata a Soveria….ma non ne era sicuro, è un posto lontano, in montagna, la strada è brutta…” Non vi preoccupate melavedoio!”.Mi preoccupo.


Ci salutiamo, guardo la mia “creatura”. Chissà quando ti rivedrò… mi viene da piangere.

Col mio “Santo” vicino andiamo in aeroporto a prendere la macchina sostitutiva. Sono le 18,20. Cerco la SIXT. E’ un box. C’è un po’ di arietta condizionata ma le porte aperte… Comunque si sta già meglio che nella landa desolata, dove mi trovavo dieci minuti fa. Mi avvicino allo sportello e il “customeristacare” mi dice stupito ed imbarazzato che non hanno ricevuto nulla dalla Lancia. Di cosa parlo? Un attimo, si informa… Torna affranto, non sa, non capisce…Telefona.Allora, siccome ha una faccia simpatica, innocente e pulita gli spiego il mio dramma. Capisce. Mi sento capita e finalmente, parliamo la stessa lingua! Gli chiedo se è possibile avere la stessa macchina, non voglio una Panda… Ordina di prepararmi una Musa! Arriva finalmente il Fax Lancia. Alle 18,45 ho la macchina nuova, solo 4km… Bella. Un po’ troppo alta per me, mi ci sento persa, dentro. Sono contenta però, è una Musa, (ancora non è quella di Carla Bruni ma è comunque bella. Meglio rifinita della mia, senz’altro. Plasticaccia ovunque ma sedili in “vilpelle”) Mia figlia sarà contenta, penso…e sorrido. Domani la porterò in giro.Faremo una gita per cercare di dimenticare la disavventura. Buon segno, comincio a rilassarmi, faccio pensieri positivi. Progetto.Domani si vedrà.

Domani…

Ore 8,00. Voglio andare al mare, finalmente! Voglio vedere il mare. Andiamo a Caminia. E’ deciso. Mia figlia non ci sperava più… si prepara. Prima di partire però chiamo la Lancia “customer(un)care” per sapere, almeno, dove è finita la mia Ypsilon. Poi, ormai, se la vedranno loro!

Un’altra voce assonnata,stanca,”spallata” con accento romanesco mi chiede il numero della mia pratica (???) Non ho numeri da fornire ma “sento” che inizierò a “dare i numeri”… Con calma fornisco il numero di targa ed il mio numero di cellulare, non ho altro. Mi dice con freddezza snervante che mi richiamerà.

Partiamo, non voglio pensare.

La Musa è bella ma non la sento “stabile”, nelle curve ondeggia troppo, sarà perché è alta? Non mi sembra che regga la strada come la mia Ypsilon! “Macchè mamma!… Sei tu che non la sai guidare”. Sarà… ma non mi piace.

Mare calmo, acqua limpida, cielo azzurro, sole, venticello giusto per abbronzarsi… protezione 22. Non si sa mai. Voglio intontirmi, arrostire, anestetizzarmi…Calmarmi, drogarmi di sole!

FAVOLOSO!

Ore 12,00, sentiamo un certo languorino. Andiamo a pranzo al ristorante sulla spiaggia? Faccio l’indifferente ma intanto penso che quegli stronzi non mi fanno sapere nulla della mia macchina… Cosa è successo? Dov’è?

Mentre i ragazzi vanno a fare la doccia, chiamo l’assistenza. Una voce molto professionale, milanese, mi fornisce il mio “numero di pratica” e mi comunica che la macchina si trova a Polistena (Polistena???) in provincia di Reggio Calabria!

Faccio presente che è stata portata a più di 100 km dal posto dove mi trovo in vacanza, che non posso credere che Polistena sia il posto, o l’officina più vicina a me e che mi trovo in Italia non all’estero, mi sarei aspettata un trattamento ed una “cura” migliore da parte della Lancia. Forse avrei avuto più attenzione se mi fossi davvero recata all’estero!Si arrampica sugli specchi, mi dice che non conosce la Calabria… non sa quanti chilometri ci siano da un’officina ad un’altra! Guardare una cartina.

imageMi rovino la giornata,non mangio, sono nervosa. Cerco di non parlare per non rovinarla a chi mi sta vicino. Sono scostante, sento di subire un “imbroglio”, sento di essere stata “fregata” dalla Lancia.

Come meglio posso arrivo alla sera, torno a casa. Mi chiudo in mutismo elettivo. Non dormo. Penso a dove sarà mai Polistena!Guarderò la cartina…

L’indomani mattina scopro che le officine più vicine a me si trovano a Catanzaro, a Vibo/Pizzo, ad Amantea, a Cosenza ma anche a Soveria se pure in “montagna”! Invece NO! Polistena. Perché? Lasciamo perdere… Lo so perché, per guadagnare sulla distanza in chilometraggi e perché la “turista” stronza, cioè io,deve pagare ed avere tutti i disaggi che si merita, così impara!

Ok. Telefono alla mia concessionaria a Firenze. Li informo del trattamento Lancia in “terra straniera”. Il Direttore, come al solito gentilissimo, mi tranquillizza, si scusa a nome della Lancia/Fiat. Non è mai successo… “Ma sa, laggiù non si sa mai con chi si ha a ché fare”…Ci penserà lui, parlerà con la direzione romana e con l’officina per avere informazioni sul guasto.

Mi chiama dopo un’ora più o meno. Mi spiega “bene” (cioè ho capito bene) che si è rotto il freno, cioè un pezzo del freno! L’officina ha richiesto il pezzo di ricambio. I tempi per riavere la macchina sono quelli dovuti alla spedizione ed al montaggio. Tutto a posto…

Un cavolo, tutto a posto… Chiedo, come mai è successo? Non si sa. “Succede, sa?Magari anche lei, avrà dato una “pestatona”!…a questo punto scoppio a ridere, gli chiedo scusa e rido. Gli dico che essendo io l’incredibile Hulk, quello vero vero… tutto è possibile. Aggiungo se secondo lui piuttosto,ci sono i presupposti per avviare la pratica di sostituzione del veicolo. Come auto difettosa già dalla nascita… Lo chiedo timidamente, è ovvio che ho preso una fregatura: una macchina rotta da pagare come nuova, efficiente ed affidabile… Quando non lo è.

Mi risponde scandalizzato:” Noooooooooo, signora, la sostituzione del veicolo è ammessa solo in caso di incidente grave o per morte del conducente…” AH, bene! Sono fortunata! Stai a vedere che vuole anche farmelo credere!

Dopotutto, con una macchina nuova (5000 km) uno parte e dopo 1900 chilometri, in autostrada,pur avendo un freno difettoso…,è vivo, non può fare altro, se ha fede e crede, che ringraziare Dio. L’ho fatto. Se non crede, invece, deve ringraziare la Lancia perché: con i freni rotti e difettosi dalla nascita, con le vite,messe a repentaglio,con tutti i fastidi dovuti alla mancanza di assistenza,con una vacanza rovinata dall’inefficienza, dalla scortesia e dalla stupidità dei centralisti,comunque è VIVO. Non ti risarcisce di nulla, sostituisce il pezzo difettoso, ti fa chiamare diecimila volte dai deficienti dei vari call center sparsi in tutt’Italia per sapere quanto sei soddisfatto del servizio e della cortesia che hanno avuto con te e tanti saluti! Arrivederci e grazie!

Com’è finita? Il 5 Luglio alle 14,30 ritiro la macchina a Polistena. 115 chilometri dal posto di “vacanza” dove mi trovavo. Tutto a mie spese, il gasolio , il fastidio di chiedere al mio vicino di accompagnarmi fino a lì. La Musa a noleggio, l’ha pagata la Lancia/Fiat. Questo sì. Ringrazio i meccanici che tentano di giustificare il danno da me subito dicendo che: “ sono macchine, può succedere…” Non capiscono però, neanche loro,perché la macchina sia finita a Polistena… Misteri di “casa nostra”…

Dal call center mi hanno poi richiamato per sapere se era tutto “a posto” e se ero soddisfatta del servizio. Ho risposto garbatamente ( strano eh?) che non ero soddisfatta anzi, ritenevo di aver subito un grosso danno causato dalla ditta per la quale lavoravano, non avevo avuto l’assistenza garantita dalla pubblicità ingannevole e che mi sentivo truffata alla grande. Inoltre,non avrebbero dovuto più chiamarmi perché li avrei denunciati alla polizia postale per disturbo della mia privacy. LI ho pregati di cancellare il mio nome dalla lista “clienti Lancia”. (Lo hanno fatto, non hanno più richiamato!) “Smettetela con le buffonate”. Questa è stata la frase più scortese… Mi è scappata!

Non comprate Lancia /Fiat

Non comprate Multijet tanto il gasolio per colpa “loro” è alle stelle.



Pettegolezzo o gossip

Secondo il dizionario, sono conosciuto come ” chiacchiera

inopportuna, dannosa per la reputazione altrui .”

Quando parlo io, credimi,

la gente smette di fare qualsiasi cosa, pur di ascoltarmi.

Mi chiamo Pettegolezzo.

Non ho amici

Mutilo senza uccidere

Acquisto forza con l’età

Sono scaltro e maligno

Spezzo cuori e rovino vite

Non ho alcun rispetto per la giustizia

Faccio io i titoli principali

Faccio venire mal di testa

Faccio venire attacchi di cuore

Rovino le carriere

Metto fine ai segreti

Faccio male

Rovino matrimoni

Distruggo famiglie

Induco al sospetto

Scateno indigestione

Rovescio governi

Causo notti insonni

Faccio piangere persone innocenti

Più sono citato,più sono creduto

Fiorisco ovunque

Le mie vittime sono indifese

Non ho nome né faccia.

E’ impossibile monitorarmi

Più ci provi, più divento sfuggente

Una volta che ho macchiato una reputazione,

non sarà mai più la

stessa

Sono chiamato pettegolezzo

Pettegolezzo da negozio

Pettegolezzo da festa

Pettegolezzo da ufficio

Pettegolezzo da chiesa

Pettegolezzo on- line

Pettegolezzo a telefono

Prima di chiacchierare ” del più e del meno”, chiediti:

E’ vero?

È giusto?

È necessario?

Vorrei che si dicesse questo di me?

Per leggere la versione originale di Thom, clikka qui

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